Storia dei Mari
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Amerigo Vapucci

Amerigo VespucciAmerigo_Vespucci

Amerigo Vespucci nacque a Firenze il 9 marzo 1454 ed il 18 fu battezzato Amerigo Matteo, come il nonno paterno, nella sua parrocchia, quella di Ognissanti.
Era il terzo dei cinque figli del notaio Nastagio, di una famiglia che qualche generazione prima si era trasferita a Firenze da Peretola. I fratelli di Amerigo furono Antonio e Gerolamo, maggiori di lui, e Bernardo e Agnoletta, più giovani.
Agnoletta morì ancora bambina. Il fratello maggiore Antonio divenne, secondo la tradizione, notaio come il padre e il nonno. Gerolamo si fece frate gerosolimitano e morì a Firenze in odore di santità.
Quanto a Bernardo, non trovando lavoro, sappiamo che si trasferì a Buda, in Ungheria, continuando poi a vagabondare per l'Europa.
Amerigo ricevette la sua educazione dallo zio Giorgio Antonio, celebre umanista, che, oltre ad impartire al nipote una solida preparazione culturale fondata su basi razionali, gli ispirò anche l'amore per i viaggi.
Dopo la Congiura dei Pazzi, Amerigo segui l'altro zio Guido Antonio che, insigne giurista ed abile diplomatico, nel 1479 era stato nominato ambasciatore a Parigi da Lorenzo il Magnifico. Amerigo fu, secondo l'Uzielli,il segretario particolare dello zio e, oltre a conoscere i personaggi più importanti della corte francese, ebbe modo di cimentarsi nella diplomazia.
Terminata la guerra col Pontefice a seguito di un'abile mossa di Lorenzo, Guido Antonio fu richiamato in patria. Era il 1481 e, mentre Amerigo rimaneva a Firenze raccomandato al Magnifico, Guido Antonio fu inviato a Roma alla corte di Papa Sisto, destinazione quanto mai delicata. Alla ?ne di aprile del 1482 morì Ser Nastagio.
Amerigo, ancora al servizio del Magnifico, riprese i suoi contatti culturali con lo zio Giorgio Antonio, la fama del quale si era intanto andata espandendo anche oltre i confini d'Italia. Un anno dopo Amerigo entrò al servizio di Lorenzo di Pier Francesco de' Medici, cugino del Magnifico.
ll lavoro di Amerigo nel suo nuovo incarico era non solo di amministrare le proprietà e le terre di Lorenzo e di venderne i prodotti, ma anche di de?nire per conto di lui prestiti e acquisti, divenendo cosi assai abile nel trattare gli affari. lnoltre, nella casa del Popolano si discuteva dei più svariati argomenti culturali, primo fra essi la geografia.
Infatti il Poliziano, Marsilio Ficino, Zenobio Acciaiuoli, Giorgio Antonio Vespucci, assidui frequentatori di quella casa, avevano tutti conosciuto il Toscanelli ed apprezzato le sue dottrine tanto che si puo dire che nella loro cerchia si parlasse del Nuovo Mondo prima ancora che venisse scoperto.
Nella seconda metà del 1488 avvenne una svolta capitale nella vita di Amerigo: egli fu inviato a Siviglia come agente commerciale del Magnifico ed ebbe cosi modo di essere informato dei progetti di Colombo. Nel gennaio 1492 Amerigo ritornò a Siviglia ed e in questo periodo, immediatamente antecedente il primo viaggio di Colombo, che e certo l'inizio della conoscenza e della reciproca stima fra Amerigo e il grande genovese, che trovò il denaro necessario alla sua impresa presso banchieri genovesi e presso Giannetto Berardi.
Al suo ritorno Colombo lasciò nella casa del Berardi a Siviglia quattro degli indiani che aveva portato con se, perchè pensava che non avrebbero potuto affrontare le fatiche del viaggio sino a Barcellona dove era atteso dalla Corte. In quella stessa casa viveva Amerigo che era intanto divenuto socio in affari del Berardi.
L'organizzazione del secondo viaggio di Colombo fu affidata a loro; pertanto si interessarono di tutto, dal reperimento dei fondi al noleggio delle navi, all'ingaggio degli equipaggi, all'acquisto dei rifornimenti di bordo. L'impegno era importantissimo, dato che non si trattava più di