Storia dei Mari
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Ulloa, Antoni de

Antonio de UlloaAntonio_de_Ulloa

Ufficiale di marina e scienziato spagnolo, nato a Siviglia nel 1716, morto a Isla del Leon, presso Cadice, nel 1795.
Entrato giovanissimo in Marina, nel 1735 prese parte, con Jorge Juan, alla spedizione effettuata in Sudamerica da La Condamine e da altri scienziati francesi per la misura dell'arco meridiano.
Per nove anni fece osservazioni ed eseguì rilevamenti, specie nel Perù, studiandone la storia e le condizioni di vita degli abitanti..
Nel corso del viaggio di ritorno in patria, nel 1744, fu catturato dagli inglesi ma presto rilasciato.
Collaborò alla stesura di un documento segreto di grande importanza storica, presentato nel 1749, che conteneva i risultati delle indagini effettuate e nel quale venivano fatti presenti gli abusi che in seguito portarono alla rivolta dei Paesi sudamericani.
Questo rapporto fu reso pubbblico solo nel 1826, col titolo Noticias secretas de America.
Nel 1755 fu di nuovo in Perù.
Nel 1760 raggiunse il grado di Contrammiraglio e dal 1766 al 1768 fu governatore della Louisiana.
Lasciato il servizio si dedicò ad attività scientifiche fondando, tra le altre cose, l' Osservatorio di Cadice.
Pubblicò Relaciòn historica del viaje à la America meridional e Noticias americanas.


Usodimare, Antoniotto

Navigatore e mercante italiano, nato a Genova nel 1416 da nobile famiglia e morto a Cafia nel 1461 o nel 1462.
Degli anni preccdenti la sua partenza dalla patria si sa solo che ebbe due sorelle e tre fratelli e che si sposò con una concittadina, Bianchina Gentile.
Nel 1450 (o 1451) si recò a Siviglia spintovi - pare - dal cattivo andamento dei suoi affari. Nel 1451, alla chetichella, passò in Portogallo con una caravella, ultimo avanzo della sua fortuna ed offrì i suoi servigi al principe Enrico il Navigatore chiedendo di essere inviato ad esplorare la Guinea.
Intanto in patria, venuti a conoscenza della sua partenza per il Portogallo, i suoi creditori gli intentarono causa chiedendone il fallimento; cosa che, nel 1453, il tribunale rifiutò, specie per l'intervento della moglie di Antoniotto.
Che cosa abbia fatto in Portogallo sino alla partenza per il suo primo viaggio non è dato sapere. Sappiamo che nel 1454 era elencato fra gli azionisti del Banco di San Giorgio; cosa che fa ritenere che fosse riuscito a riassestare le sue finanze, almeno in qualche modo.
Nel marzo o aprile 1455 ricevette l' autorizzazione a partire e salpò accompagnato da un'altra caravella equipaggiata da scudieri del principe Enrico. Usodimare non andava tanto in cerca di nuove terre quanto di luoghi dove vendere vantaggiosamente le sue merci. Per questo non toccò ne Madera ne le Canarie, ma navigò lungo la costa sinchè, al Capo Verde, incontro Alvise Cadamosto e di conserva con questi proseguì verso Sud.
Raggiunto il fiume Gambia, sostennero uno scontro con gli indigeni; dopo di che decisero per il ritorno, anche perchè il malcontento cominciava a serpeggiare fra gli equipaggi.
Raggiunsero il Portogallo probabilmente fra l'agosto e il settembre 1455.
Antoniotto non aveva tratto dal suo viaggio gli utili finanziari che aveva sperato. Il 12 dicembre di quell' anno scrisse una lettera ai creditori, lettera pubblicata per la prima volta nel 1802 dallo svedese Graberg de Hemsij nei suoi Annali di Geografia e Statistica. In essa Usodimare chiede ai creditori di pazientare ancora sei mesi.
L'anno successivo, 1456, le tre caravelle di Usodimare, di Cadamosto e degli scudieri del principe Enrico, ripresero il mare, probabilmente in maggio, dirette ancora verso il Gambia.
In una settimana raggiunsero le Canarie senza farvi scalo e proseguirono verso Sud; seguendo la narrazione fatta dal Cadamosto, sappiamo che dopo tre giorni raggiunsero il Capo Bianco, dopo di che si allargarono verso il mare aperto e, dopo qualche altro giorno di mare e di venti contrari, avvistarono l'Isola di Buena Vista dell'arcipelago del Capo Verde, primi - secondo la maggior parte degli studiosi - a scoprirlo.
Dopo avere scoperto e battezzato anche l'Isola di San Iacopo ed averne avvistate altre di quell'arcipelago che quattro anni più tardi verrà esplorato a fondo da Antonio da Noli, ritornarono verso il continente africano, doppiarono il Capo Verde, raggiunsero il Gambia e lo risalirono seguendo il montare della marea.
Respinti dalle febbri che colpivano gli equipaggi, ritornarono al mare e ripresero la rotta a Sud sempre costeggiando sino a raggiungere le isole Bissagos.
Dopo di che tornarono in Portogallo dove Usodimare si trattenne poco tempo. Anche questo viaggio non era stato fruttuoso e verso la ?ne dell'anno ritorno a Genova. Di qui si recò a Firenze chiamatovi dalla casa commerciale dei Marchionni, che avevano interessi a Caffa, una delle ultime colonie genovesi rimaste in Mar Nero dopo la caduta di Costantinopoli.
Dell'attività svolta dall' Usodimare a Caffa non si sa nulla; sappiamo soltanto che vi morì, lontano dalla patria, nel 1461 o nel 1462.
Alcuni autori, anche valenti, vollero identificare Usodimare con Antonio da Noli, facendone una sola persona. Questa idea, adombrata dall'Humboldt che affermava essere Usodimare un'espressione riferita ad un mestiere e non un casato, e fatta propria - fra gli altri - dal Santarem, dal Lopez e dallo Schefer, e oggi definitivamente mente considerata priva di ogni fondamento.