Storia dei Mari
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Raeder, Erich

Erich RederErich_Raeder

Ammiraglio tedesco nato a Wandsbek, Amburgo, nel 1876, morto a Kiel nel 1960
Guardiamarina nel 1894, prestò servizio per due anni a bordo dello yacht imperiale Hohenzollern. Proseguendo nella carriera nel 1912 era capitano di corvetta e allo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu Capo di Stato Maggiore del Comandante della squadra degli incrociatori da battaglia. Con tale carica partecipò allo scontro del Dogger Bank e, agli ordini dell'ammiraglio Hipper, alla battaglia dello Jutland. Nel 1917 fu promosso Capitano di fregata ed ebbe il comando del nuovo incrociatore Köln.
Alla fine della guerra era Capitano di vascello.
Scrisse opere storiche sulla guerra degli incrociatori tedeschi, opere di tale autorevolezza da meritargli il conferimento della laurea ad honorem da parte dell'Università di Kiel.
Nel 1922 fu promosso Contrammiraglio. Insegnò alla Scuola di Guerra Navale di Kiel, fu lspettore delle Scuole di Marina, comandò le forze leggere del Mare del Nord, ebbe il comando marittimo del Baltico.
Nel 1928 fu nominato Capo di Stato Maggiore della Marina, carica che tenne sino al 1935 quando Hitler lo pose a capo della Marina tedesca, allo sviluppo della quale si dedicò con competenza e passione. Nel 1939, dopo la scofitta della Polonia, fu promosso al grado di Grande Ammiraglio. Diresse la guerra navale tedesca, seguendo in particolare lo sbarco in Norvegia. Disapprovò il progetto di sbarco in Gran Bretagna e seguì una politica di impiego della flotta di superficie che non riscuoteva l'approvazione del Führer a causa delle perdite che, inevitabilmente, essa comportava e che questi considerava controproducenti agli effetti del prestigio del Reich. Così, dopo aver ricevuto, alla fine del 1942, l'ordine di porre in disarmo tutte le grandi unità da battaglia, il 30 gennaio 1943 presentò le sue dimissioni. Queste furono respinte, ma il 1° febbraio Raeder fu sostituito dal Grande Ammiraglio Donitz.
Alla fine della guerra fu catturato dai Russi e al processo di Norimberga fu condannato al carcere a vita e rinchiuso nella fortezza di Spandau. Rimesso in libertà nel 1955 a causa dell'età avanzata e delle precarie condizioni di salute, si trasferì con la moglie a Lippstadt, in Westfalia. Venuta a mancare la moglie nel 1959, cadde ammalato e chiese di essere ricoverato in un ospedale di Kiel dove morì il 6 novembre 1960.


Hans Hermann Ludwig von Reuter

von ReuterReuter

Ammiraglio tedesco nato a Guben presso Berlino nel 1869, morto nel 1943.
Entrato in Marina, vi percorse tutti i gradi della carriera ?nchè, nel settembre 1915, Contrammiraglio, sostituì il parigrado Scheidt al comando degli incrociatori leggeri del IV Gruppo d'esplorazione, col quale prese parte attiva alla battaglia dello Jutland.
Alla fine della guerra, la sera del 17 novembre 1918 fu convocato dal comandante in capo della flotta, ammiraglio Von Hipper, che lo informò di essere stato prescelto quale comandante della flotta che, in base alle condizioni d'armistizio, doveva trasferirsi in porti inglesi.
Alzata la sua insegna l'indomani sul Friedrich der Grosse, salpò il 19 con tutta la squadra ed il 21 novembre entrava nel Firth of Forth, scortato da una squadra britannica incontrata in mare al mattino. Dopo pochi giorni le unita tedesche salparono per Scapa Flow dove furono internate e donde fu iniziato il rimpatrio degli equipaggi, con i quali anche Von Reuter si portò a Brema.
Ritornato a Scapa Flow il 25 marzo 1919, trasferì la sua insegna sull'incrociatore Emden. Il 15 e il 17 giugno furono rimpatriati altri scaglioni degli equipaggi, di modo che rimasero solo 75 uomini a bordo di ogni incrociatore da battaglia, 50 su ogni corazzata e 20 su ogni incrociatore leggero.
Apprese le condizioni de trattato di pace, che stabilivano la consegna al nemico della flotta tedesca intatta, alle 11,20 del21 giugno, dopo essersi accordato con gli equipaggi, Von Reuter trasmise il segnale convenuto di affondare immediatamente le navi.
L'ordine fu eseguito così bene che gli inglesi, colti di sorpresa, non poterono impedire l'affondamento di tutti i cinque incrociatori da battagia, di dieci delle undici corazzate, di cinque dei sette incrociatori leggeri e di 46 delle 50 torpediniere.
Imprigionato e accusato di tradimento fu rilasciato alla fine del 1920 e fece ritorno in patria.


Sir George Rooke

Sir George Rooke Rooke

Ammiraglio inglese nato a Cantherbury nel 1650, morto nel 1709.
Appoggiò la rivoluzione del 1688 che portò sul trono d'Inghi1terra Guglielmo d'Orange. Nel 1689 comandò una squadra navale all'assedio di Londonderry, agli ordini del futuro Lord Torrington. L'anno successive fu nominato Contrammiraglio. Nel maggio 1692 fu viceammiraglio, in sottordine a Sir John Ashby, del Blue Squadron della grande flotta di 63 vascelli che, assieme ad altri 36 degli alleati olandesi, era uscita da Portsmouth agli ordini dell' ammiraglio Edward Russell (il future conte di Oxford).
Nella battaglia di Capo La Hogue (o di Barfleur) iniziata il 19 maggio contro i 63 vascelli e le numerose navi minori del francese Tourville, si comportò in modo esemplare, ma doveva segnalarsi ancora di pù nella notte del 23 maggio quando, portato a termine l'inseguimento dei Francesi, una parte di questi aveva trovato rifugio a Saint-Male, attraverso uno stretto e pericoloso passaggio, noto solo ai piloti del luogo. Rooke, al comando di barche armate, si introdusse nel porto e mise in fiamme sei delle unità nemiche.
Ritiratosi per la forte difesa incontrata, rinnovò l'attacco il mattino successivo e riuscì ad incendiare tutte le navi che si erano salvate dall' incursione notturna.
Creato baronetto, l'anno successivo al comando di 23 unità (10 delle quali olandesi), ebbe l'incarico di scortare un grosso convoglio di 400 mercantili, composto di navi inglesi, svedesi, danesi e olandesi. Il 16 giugno, giunto al largo della Baia di Lagos (costa portoghese), fu attaccato di sorpresa da Tourville, forte di 100 vele:
Rooke ordinò al convoglio di allontanarsi e di disperdersi, mentre faceva fronte al nemico con le navi da guerra. Teurville riuscì a catturare 90 mercantili e tre navi da guerra, due delle quali olandesi. Rooke porto in salvo a Madera buona parte del convoglio, raggiungendo poi Cork nel mese di agosto.
Nel 1700, quando parve che i Danesi fossero contrari all'alleanza conclusa fra il re d'Inghilterra e Carlo XII di Svezia, Rooke fu inviato con una forte squadra contro Copenaghen per impedire che la flotta danese si schierasse coi Francesi. La città si arrese prima che i cannoni entrassero in azione.
Nel 1702, salita al trono la regina Anna dopo la morte di Guglielmo III d'Orange, lnghilterra, Olanda e Germania dichiararono la guerra alla Francia (appoggiata dalla Spagna) e Rooke fu nominato comandante in capo della flotta. Salpato con 50 navi (20 delle quali olandesi) e con a bordo 14000 uomini di truppa comandati dal duca di Ormonde, diretto ad impadronirsi di Cadice, rinunciò all'impresa quande si rese conto che le sue forze non erano tali da poter avere ragione delle difese della città.
Avuta pero notizia che nel porto di Vigo si trovava una flotta di galeoni spagnoli scortata da 18 vascelli e sette fregate al comando di Chateaurenault decise di attaccarla:
il 22 ottobre 1702, dopo aver messo in fiamme le ostruzioni, riuscì ad entrare nel porto sfidando il tiro delle batterie nemiche ed a sbarcare 2500 uomini del duca d'Ormonde.
Malgrado la loro valorosa resistenza, tutte le navi presenti in porto furono bruciate o catturate per un totale di 18 vascelli (tre dei quali spagnoli), 7 fregate e 15 galeoni spagnoli con un tesoro valutato a due milioni di sterline.
Giunto quattro giorni dopo l';ammirag1io Shovel con rinforzi, Rooke lo lasciò a Vigo per riparare e condurre in Inghilterra le prede mentre egli stesso rientrava a Portsmouth.
Nel 1704, salpato al comando di 60 navi anglo-olandesi, avendo come sottordine Sir Cloudesley Shovel e con a bordo 1800 soldati comandati dal principe di Hesse-Darmstadt, decise di impadronirsi di Gibilterra. Il 21 giugno entrò nella baia e nello stesso pomeriggio i soldati vennero sbarcati sull'istmo alle spalle della Rocca. Dopo un'ingiunzione di resa, respinta dagli spagnoli, all'alba del 23 Rooke fece iniziare il bombardamento e nel corso di cinque ore furono sparati contro le batterie spagnole 15000 colpi. Effettuato con successo uno sbarco di marinai, il governatore spagnolo si arrese con l'onore delle armi.
Così al prezzo di 63 morti e 225 feriti, l'Inghilterra issò la sua bandiera sulla rocca di Gibilterra, giudicata anche allora imprendibile. Il re di Francia, allora, ansioso di ottenere una vittoria che lo ripagasse dello scacco subito dai suoi alleati, inviò contro Rooke suo figlio, il conte di Tolosa, con 55 vascelli (17 dei quali a tre ponti) e 17 fregate.
Il 9 agosto Rooke con 53 vascelli (12 dei quali olandesi) avvistò il nemico che però malgrado la superiorità di forze non accettò bartaglia.
Ma il giorno 13 lo avvistò di nuovo al largo di Malaga e lo obbligò a combattere. Iniziato alle 10 del mattino lo scontro ebbe termine al cader della notte con perdite sanguinose da ambo le parti quando il conte di Tolosa fece rotta per Tolone dopo aver avuto un vascello affondato e quattro altre unità catturate.
Gli Inglesi non subirono perdite di navi. Dopo questo scontro di esito piuttosto incerto (che fu celebrato in Francia come una grande vittoria), Rooke torno in Inghilterra cedendo il comando a Sir John Leake.
Nel 1705, per ragioni ancora non chiarite, Rooke fu privato del comando in capo della ?otta che passò a Sir Cloudesley Shovel.
Rooke trascorse in ritiro e in povertà gli ultimi anni della sua vita.


Sir John Ross

Sir John Ross Ross

Ufficiale di Marina ed esploratore artico inglese, nato presso Stranraer, Scozia, nel 1777, morto a Londra nel 1856.
Entrato in marina a 11 anni, si comportò valorosamente nelle guerre contro la Francia, specie nel periodo napoleonico, raggiungendo, nel 1805, il grado di Tenente di Vascello.
Nel 1818 effettuò la sua prima spedizione artica alla ricerca del Passaggio a Nordovest, portando con se il nipote James Clark Ross. La spedizione non ebbe successo e, al suo ritorno, Ross si mise in cerca di finanziamenti per un nuovo viaggio, mentre suo nipote prendeva parte alle quattro spedizioni portate a termine da William Edward Parry fra il 1819 e il 1827.
Ottenuto da un ricco londinese, Felix Booth, il denaro necessario ad acquistare ed armare una nave, scelse il Victory, un veliero a due alberi con motore ausiliario della stazza lorda di 150 t e nel 1829, accompagnato anche stavolta dal nipote, partì di nuovo alla ricerca del Passaggio a Nordovest. Bloccata la nave dai ghiacci, il suo gruppo scoprì e rilevò la Penisola di Boothia (cosi battezzata in onore del finanziatore della spedizione) e la Terra di Re Guglielmo.
Prima che, nel 1833, dopo varie vicissitudini, il gruppo venisse tratto in salvo, suo nipote James Clark, nel 1831, aveva scoperto il Polo Nord magnetico nella Penisola di Boothia. Al suo ritorno John Ross fu creato baronetto. Nel 1839 fu nominato ambasciatore a Stoccolma dove rimase sino al 1846.
Nel 1850 comandò una delle numerose spedizioni inviate alla ricerca di Sir John Franklin , senza però trovare tracce dello sfortunato esploratore.
L'anno successivo fu nominato contrammiraglio. Pubblicò il resoconto dei due viaggi alla ricerca del Passaggio a Nordovest nonchè opere di argomento tecnico navale.


Giuseppe Rota

Ingegnere del Genio Navale, nato a Napoli nel 1860, morto a Roma nel 1950.
Dal 1924 fu ispettore generals e presidents del Comitato progetti navi. Nel 1887 il ministro della Marina, Brin, deciso l'impianto a La Spezia di una vasca tipo Froude per esperienze sui modelli di navi, la prima dell'Europa continentale, ne diede l'incarico all'allora ingegnere capo del G. N. Rota che, nel 1898, vi compì decisive esperienze circa l'in?uenza, sino ad allora quasi ignorata, dei fondali sulla resistenza delle carene.
Autore di oltre 50 memorie originali, nonchè dei progetti degli esploratori Nino Bixio e Marsala (1914) e degli incrociatori tipo Alberto di Giussano (1931).
Senatore del Regno dal 1928, fondò a Roma, nel 1929, la Vasca Nazionale per Esperienze di Architettura Navale.


Russel, Edward

Edward RusselRussell

Ammiraglio inglese nato nel 1653 morto nel 1727, nipote del primo duca di Bedford.
Prima e durante la Rivoluzione del 1688 fu uno dei più influenti partigiani di Guglielmo d'Orange, che ascese al trono d' Inghilterra. Nominato viceammiraglio, il 10 luglio 1690 prese parte alla battaglia di Beachy Head in qualità di cornandante della retroguardia, agli ordini del conte di Torrington comportandosi molto valorosamente. Nel 1692 sostituì Torrington quale comandante in capo della flotta e, alzando la sua insegna sul vascello da 100 cannoni Britannia, portò gli alleati anglo-olandesi alla vittoria, il 19 maggio 1692, nella battaglia combattuta al largo di Capo La Hogue (o di Barfleur).
La sua nave ammiraglia fu severamente impegnata dal Soleil Royal, sul quale alzava la sua insegna il comandante in capo francese Tourville finchè quest'ultima nave, smantellata e non più in grado di reagire al fuoco nemico dovette uscire dalla linea di battaglia.
Russell condusse poi con abilità l'inseguimento del nemico fino in vista dei suoi porti, ordinando anzi al suo sottordine Rooke di distruggere le navi francesi che avevano trovato rifugio nel porto di Saint-Malo. Portata a termine questa operazione per mezzo di imbarcazioni di poco pescaggio, Russell rientrò in lnghilterra dove fu nominato come di Oxford in riconoscimento dei suoi meriti in quella decisiva vittoria.
In seguito ricoprì per diverse volte la carica di Primo Lord dell'Ammiragliato e precisamente nel 1704, dal 1709 al 1710 e dal 1714 al 1717.