Storia dei Mari
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
elenco completo


Le immagini di questa pagina, dove non diversamente indicato, provengono da Wikipedia

Nelson Horatio, Visconte,Duca di Bronte

Horatio Nelson

Ammiraglio inglese, nato a Burnham Thorpe, Norfolk, il 29 settembre 1758, morto al largo di capo Trafalgar il 21 ottobre 1805.
Sicuramente il più brillante fra gli ammiragli della storia moderna, non solo inglese, ebbe personalità affascinante: audace, faceto, impetuoso, vagamente nevrotico in chiave moderna, vanitoso, conservatore, ma con inconscia venatura di liberalismo, realista e tuttavia sensibile alla adulazione: un superuomo con tutte le debolezze umane.
Dodicenne, il giovanetto Nelson prese imbarco sulla Raisonnable al comando dello zio materno, capitano di vascello Murice Suckling; passò poi sulla Triumph, in vigilanza sulla Medway, affluente del Tamigi, fra i cui bassifondi acquistò la sicurezza di sè con cui avrebbe un giorno affrontato quelli ben più pericolosi di Abukir e Copenaghen. Fu inviato come marinaio, non ancora tredicenne, alle Indie Occidentali su un mercantile; riuscì poi a prendere parte, sulla bombarda Carcass, alla spedizione artica in cui si verificò il noto episodio del quindicenne Nelson che tenta di colpire un orso col calcio del moschetto. Guardiamarina a 15 anni, fu inviato alle Indie Orientali e vi contrasse delle febbri che lo lasciarono sempre cagionevole in salute.
Non ancora diciannovenne, e tenente di vascello a Jamaica, dove l'ammiraglio Sir Peter Parker lo promuove capitano di fregata al comando del brigantino Badger. Non ancora ventunenne è capitano di vascello. Questa ascesa, anche se più rapida della media, non era allora eccezionale, anzi, fu eguagliata e superata in molti casi: comunque, da quel momento, nulla avrebbe più potuto accelerare il raggiungimento del grado di ammiraglio, regolato esclusivamente dall'anzianità di ruolo.
Nel 1780, al comando della fregata Hinchinbrooke, partecipò alle operazioni contro San Juan, nel Nicaragua, vi contrasse la dissenteria e dovette essere nuovamente rimpatriato per malattia. Nel 1781, in comando della fregata Albermarle, era ancora nelle Indie Occidentali, dove si assicurò la stima dell'ammiraglio Lord Hood .
La pace di Versailles (1783) offrì a Nelson l'occasione di un viaggio in Francia: non gli piacquero i modi, gli usi e la mentalità dei Francesi e dopo due mesi rientrò in Inghilterra, chiese un nuovo imbarco, ottenne il comando della fregata Boreas e tornò alle Indie Occidentali, dove il suo rigore verso il traffico mercantile abusivo, la corruzione e il contrabbando gli procurarono qualche guaio.
Fra i pochi che offrirono a Nelson la loro simpatia in quel frangente era il presidente del consiglio dell'isola di Nevis, Herbert: nel 1787 il giovane comandante ne sposò la figlia Frances, sua coetanea, vedova del Dr. Nisbet.
Dal dicernbre 1787 Nelson rimase in Inghilterra, a Bath, a Londra e nel Norfolk e cercando inutilmente di ottenere un comando: lo ebbe nel febbraio 1793, due giorni prima dell'inizio della nuova guerra. Da quel momento, in cui la sua insegna fu innalzata sulla Agamemnon, fino al giugno 1800, si svolse il periodo piu glorioso, e anche più discusso, della carriera di quello che, ancor oggi, è per gli Inglesi semplicemente the naval hero: l'eroe navale.
La Agamemnon era una nave di linea relativamente piccola, al limite inferiore della 3a classe (circa 74-64 cannoni), ma nuova, veloce e manovriera. Assegnato alla flotta del Mediterraneo, Nelson fu inviato dal comandante in capo, Lord Hood, alla ricerca di rinforzi, dal Regno di Napoli, per i realisti assediati a Tolone. Caduta Tolone, Hood decise l'occupazione della Corsica per stabilirvi delle basi navali: durante le operazioni a Calvi, Nelson fu colpito al viso da una proiezione di sassi e sabbia e perse la vista all'occhio destro.
Nel 1796 Nelson passo al comando della Captain.

L'Ammiraglio Jervis

Quando la Corsica dovette essere abbandonata fu inviato dall'Ammiraglio Jervis, ora al comando della flotta mediterranea, a recuperare i soldati inglesi rimasti sull'isola a capo di due fregate.
Durante questa operazione accadde un'episodio che mette in luce la personalità di Nelson e spiega la provonda devozione che marinai e ufficiali avevano in lui: nel rientrare dall'isola, inseguito da una fregata e due vascelli spagnoli, caduto un suo uomo in mare, fu calata una scialuppa con a bordo il tenente di vascello Hardy ma le forti correnti trascinavano l'imbarcazione di salvataggio verso il nemico inseguitore: Nelson, incurante del nemico, mise in panna le sue fregate per poter recuperare gli uomini. Forse stupito dall'inattesa manovra, il primo dei vascelli spagnoli si allargò lasciando agli inglesi il tempo di recuperare Hardy e disimpegnarsi.

La Captain nella battaglia di San Vincenzo

Nelson potè riprendere il suo posto al comando della Captain la vigilia della battaglia di capo San Vincenzo (14 febbraio 1797).
Durante questa battaglia l'ammiraglio Jervis, con le sue 15 navi in linea di fila, piombò nel varco di 8 miglia che divideva in due gruppi le 27 imbarcazioni spagnole per attaccare la sezione di sopravvento. Ma Nelson, terzultimo della fila, si accorse che gli spagnoli stavano manovrando per passare attraverso la scia della retroguardia inglese e unirsi al gruppo di sottovento:
immediatamente uscì di formazione e attaccò da solo 5 navi nemiche, tagliando loro la rotta.
A quei tempi uscire dalla linea di fila durante un combattimento era una colpa gravissima, ma Jervis vide, approvò e ordinò alle altre unità della retroguardia di seguire la Captain, assicurandosi così il successo.

Subito dopo la vittoriosa battaglia di San Vincenzo, Nelson fu promosso Contrammiraglio e nominato Cavaliere del Bagno.
Pochi mesi dopo il contrammiraglio Sir Horatio Nelson, fu inviato nelle Canarie per espugnare la città di Santa Cruz di Tenerife dove compì un temerario tentativo di espugnarla, ma fu respinto e, mentre su una lancia guidava l'attacco, una scarica gli procurò una grave ferita al braccio destro che, divenuto incurabile, gli venne amputato.
Ripreso il servizio dopo un lungo periodo di convalescenza, nel 1798 Nelson alzò la sua insegna sulla Vanguard.
Incaricato di una missione informativa su cosa stessero preparando i Francesi, ebbe la Vanguard disalberata da una violenta burrasca nel Golfo del Leone. Riparate le avarie, giunse notizia che Bonaparte, con un grosso convoglio, era uscito da Tolone per destinazione ignota.
Era un insuccesso che avrebbe potuto stroncare anche il comandante in capo Lord St. Vincent (Jervis, nominato Lord di St. Vincent dopo l'omonima battaglia) oltre a se stesso.
Con una forza navale di 13 unità di linea, da Tolone a Napoli, a Messina, ad Alessandria, poi ancora alla Sicilia e di qui nuovamente verso il Mediterraneo Orientale, Nelson saggiò febbrilmente tutte le possibili ipotesi sugli obiettivi di Bonaparte e il primo agosto avvistò la squadra francese ancorata al margine di un bassofondo sottovento nella baia di Abu Qir.
Nelson attaccò col vento in poppa, mentre alcune delle sue unità si infilavano fra le navi francesi e la terra, prendendole fra due fuochi: delle 13 navi francesi solo due vascelli e due fregate riuscirono a disimpegnarsi. Questo combattimento è conosciuto come Battaglia del Nilo
La battaglia segnò il trionfo della marina britannica, nonchè l'inizio della leggenda di Nelson, che venne salutato in tutto il Continente come il "Salvatore dell'Europa".

Dal Nilo, sofferente per una ferita al capo riportata in combattimento, Nelson passò a Napoli, dove i Borboni videro nella presenza della forza navale inglese l'ultima risorsa per il loro vacillante potere, e vi attraversò un periodo torbido che avrebbe gettato un'ombra sulla sua gloria. La condotta spietata verso i liberali della Repubblica Partenopea, l'impiccagione dell'ammiraglio francese Caracciolo e l'impressione diffusa che non vi fosse estranea la morbosa influenza di Emma Lyons (Lady Hamilton), moglie del vecchio Lord William Hamilton, ambasciatore inglese a Napoli, esposero Nelson a violenti attacchi, mentre un certo rilassamento nell'adempimento dei suoi doveri navali lo mise in cattiva luce presso l'Ammiragliato. Egli chiese, infine, lo sbarco e rimpatrio in compagnia degli Hamilton: poco tempo dopo si separò dalla moglie Frances Nisbet per vivere con l'amante Emma, dalla quale lo stesso anno (1800) ebbe una figlia, Horatia.

Promosso viceammiraglio e seconde a Sir Hyde Parker nel comando della squadra destinata a sventare la minaccia della Lega dei Neutri, Nelson attacò Cepenaghen e annientò la flotta danese, determinando lo scioglimento della Lega. Fu nominato visconte e nel maggio 1805 passò, in sostituzione di Parker, al comando della squadra, un comando senza eventi.
Piu tardi, al comando di una flottiglia destinata a neutralizzare la minaccia di invasione da parte di Napoleone, tentò un attacco contro i mezzi da sbarco francesi a Beulogne, ma dovette ritirarsi con perdite di fronte alle difficoltà degli accessi e le fortissime difese. Ormai separato dalla moglie, passò il periodo di tregua offerto dalla pace di Amiens (marzo 1802) a Merton, in una equivoca convivenza, di cui egli faceva, e non solo materialmente, le spese con gli Hamilton, fino al maggie 1803 quando, con la ripresa delle ostilità, alzò la sua insegna di comandante in capo del Mediterraneo sulla Victory, che aveva già portato quelle di Hood e Jervis.

La Victory

Obiettivo principale delle operazioni avrebbe dovuto essere il blocco di Tolone, ma, a parte che la base piu vicina, Malta, ne distava a vela sino a tre settimane di navigazione, non potevano essere trascurate altre impegnative esigenze, come la vigilanza su Napoli, la Sic1lia, lo Stato Pontificio, la Sardegna, Genova e la Toscana, i corsari algerini.
Non puo stupire, quindi, che l'ammiraglio francese Villeneuve abbia potuto, nella primavera del 1805, eludere un blocco logorato da due anni di tormentata routine e dirigersi sulle Indie Occidentali; ma Nelson, guidato dal solo intuito, fu pronto ad inseguirlo. Villeneuve rientro in Europa e fu bloccato a Cadice.
Anche Nelson, esausto da due anni e mezzo di febbrile attività, era rientrato per un periodo di riposo, ma, dopo meno di un mese, era di nuovo sulla Victory in rotta verse Cadice, dopo aver mandato ordini di non rendergli onori per non attirare l'attenzione dei francesi sulla sua presenza. L'ordine di operazioni, accuratamente studiato e minuziosamente esposto ai comandanti, era un rivoluzionario capolavoro di tattica navale e taluni suoi spunti sono diventati classici.
Il 21 ottobre 1805 la Victory, con a riva il famoso segnale "England expects that every man will do his duty" (L'Inghilterra si aspetta che ognuno compia il suo dovere) avanzando lentamente, sotto un vento leggero e nella foschia, mentre almeno sei navi francesi lo cannoneggiavano, raggiunse la formazione nemica e aprì il fuoco, dando così inizio all'epica Battaglia di Trafalgar.
Impegnando la Bucentaure e la Redoutable fu preso di mira dai fucilieri posti sulle coffe di quest'ultima: colpito da un proiettile che attraversata la spalla gli fratturò la spina dorsale fu soccorso e portato nel pozzo ove non cessò nelle ore di agonia precedenti la sua scomparsa di interessarsi alla battaglia.
La battaglia di Trafalgar e ricordata con orgoglio anche dai vinti, per lo splendido valore con cui fu combattuta.
La salma di Nelson riposa nella St Paul's Cathedral a Londra.


Noort, Oliver Van

Oliver Van Noort

Navigatore ed esploratore olandese, nato a Utrecht (1558), morto a Schoonhoven (1627).
Albergatore di Rotterdam ma con esperienze di mare (in gioventù navigo sulle rotte delle Indie Occidentali) all'età di 40 anni decise di raggiungere le Indie attraverso la rotta sud-ovest (passando per lo Stretto di Magãlhaes); impresa finanziata da numerosi notabili di Rotterdam.
Van Noort equipaggiò una nave mercantile e un vascello ed assunse come ufficiale in seconda Jacob Claes d'Ilpendam. Dato che nello stesso periodo e allo stesso scopo ad Amsterdam si stavano equipaggiando altre navi, fu deciso di unire le due imprese sotto il nome di La Compagnie de Magalhães.
Van Noort divento ammiraglio e Jacob Claes viceammiraglio della flotta che prese il mare nel 1598. Dopo molte sventure, in novembre arrivò allo Stretto di Magalhães. Durante il viaggio i marinai si ribellarono e Van Noort si vide costretto a far sbarcare il viceammiraglio su un'isola deserta sotto l'accusa di insubordinazione.
Finalmente il 29 febbraio 1600 riuscl a passare lo Stretto di Magalhães ma durante una tempesta perse una nave. In seguito Van Noort attraversò il Pacifico diretto alle Filippine, dove, durante un combattimento con gli Spagnoli, perse un'altra nave: l'equipaggio e il suo capitano, Lambert Biesman, furono impiccati a Manila.
Con l'ultima nave Van Noort si diresse, per la rotta isole Molucche, verso il Capo di Buona Speranza e rientrò a Rotterdam il 26 agosto 1601.
Purtropp il carico trasportato non coprì le spese dell'impresa, ma Van Noort era riuscito ad essere il quarto nel mondo, e nello stesso tempo il primo olandese a compiere il giro della Terra.
Nel 1602 Van Noort salpò come primo tenente di un comandante olandese su una flotta anglo-olandese per combattere i Portoghesi. Al suo ritorno entrò nell'esercito e combattè, come capitano, gli Spagnoli a Ostenda (1604).


Nordenskiöld, barone Nils Adolf Erik

Nils Nordenskiöld

Esploratore artico e geologo svedese, nato a Helsingfors in Finlandia nel 1832, morto a Dalbo, Lund, nel 1901.
Si dedicò, sotto la guida del padre, allo studio della geologia finchè, quando era gia docente in quella scienza, dovette abbandonare la Finlandia a causa delle sue idee politiche, contrarie al dominio russo sulla sua terra. Dopo un breve periodo a Berlino, insegnò geologia a Stoccolma e nel 1858 e nel 1861 prese parte alle due spedizioni di Otto Martin Torell oltre le Spitsbergen.
Egli stesso fu a capo di due spedizioni nelle stesse regioni, nel 1864 e nel 1868, quando raggiunse 81°42' di latitudine Nord, il punto più settentrionale fino allora raggiunto.
Nel 1870, a spese di un ricco mercante di Goteborg, Oscar Dickson, esplorò la Groenlandia spingendosi molto all'interno di essa. Nel 1872 partì per la sua quinta spedizione alle Spitsbergen e, dopo avere svernato nella Mossel Bay, tentò, con pochi compagni e su slitte trainate da cani, di raggiungere il Polo nord nella primavera del 1872, senza riuscirvi.
Poi, sempre finanziato da Dickson, viaggiò due spedizioni verso il Mare di Kara e il Nord della Siberia, la prima nel 1875 con la baleniera Proeven e la seconda l'anno seguente con la Ymer.
Raggiunse ambedue le volte la foce dello Jenisej e lo risalì per diverse centinaia di miglia.

La sua impresa maggiore, la scoperta del Passaggio di Nordest, ebbe inizio con la sua partenza da Karlskrona il 22 giugno 1878 con la baleniera Vega, che aveva a bordo numerosi scienziati, fra i quali un giovane ufficiale della Marina italiana, Giacomo Bove.
Raggiunto il Mare di Kara, vi si trattenne breve tempo e proseguì verso oriente.
Oltrepassato il Capo Celjuskin, entrò nell'odierno Mare dei Laptev e raggiunse le foci della Lena. Qui giunto, l'altra baleniera che lo aveva accompagnato, la Lena, si separò da lui e risalì il fiume omonimo raggiungendo Yakutsk. La Vega proseguì ma, quando fu a poche decine di miglia dalle acque libere dello Stretto di Bering, fu serrata dai ghiacci e Nordenskiöld, con i suoi, fu costretto a svernare. Liberatosi dai ghiacci il 18 luglio 1879, riprese il viaggio e raggiunse Yokohama il 2 settembre,
Ritornò in Europa attraverso il Canale di Suez, fece scalo anche a Napoli e rientrò in patria dove fu accolto con tutti gli onori. Il re di Svezia lo nominò barone.
Tre anni dopo partì per un nuovo viaggio di esplorazione della Groenlandia, spingendosi all'interno dell'isola fino dove nessuno era mai arrivato prima di lui. Trascorse il resto della sua vita dedicandosi allo studio degli antichi cartografi.
Il suo nome è stato dato ad un'arcipelago al largo della costa occidentale della penisola di Tajmyr ed anche al tratto di mare ad oriente dell'arcipelago sino all'isola Ljahov. Il mare fu poi rinominato dai sovietici in Mare dei Laptev.


Nunes, Pedro

Pedro Nunes

Geografo e matematico portoghese, nato ad Alcacer do Sal nel 1502 (secondo altre fonti nel 1492), morto a Coimbra nel 1577. E' conosciuto meglio col suo nome latinizzato Nonnius.
Studiò filosofia e medicina all'università di Lisbona, dedicando però gran parte del suo tempo allo studio della matematica di cui fu professore all'università di Coimbra dal 1544 al 1562.
Pedro Nunes dedicò molta della sua attenzione ai problemi della navigazione. Iniziò infatti lo studio di quella che fu poi chiamata linea lossodromica: sin dal 1530 infatti Nunes insisteva che per la corretta navigazione oceanica non era possibile tracciare sulle carte piane la rotta realmente seguita con una semplice linea retta.
Trattò di carte nautiche, della determinazione della latitudine in mare, della declinazione del Sole e della propulsione a remi.
Nel 1542 pubblicò la descrizione di un ingegnoso sistema per misurare piccoli archi con sufficiente precisione, poi confuso con quello inventato da Vernier, detto comunemente nonio dal suo nome latinizzato.
Ribeiro dos Santos, il suo biografo, ebbe a dire che mai Spagna e Portogallo ebbero matematico più insigne.


Nùñez de Balboa, Vasco

Vasco Nùñez de Balboa

Uomo di mare, esploratore e colonizzatore spagnolo, nato a Jerez de los Caballeros verso il 1475, morto ad Acla (Panama) nel 1517.
Di antica e nobile famiglia, nel 1501 partì per l'America con Juan de la Cosa nella spedizione di Rodrigo de Bastidas. La spedizione esplorò le coste dei Caraibi a est di Panama, lungo la costa colombiana, navigò il Golfo di Urabà verso Cabo de la Vela; esplorarono poi il nord est dell'America ed infine fecero rotta per Hispaniola dove, nel 1505, Nùñz si stabilì.
Ad Hispaniola fondò un'azienda come piantatore e allevatore di maiali, ma il suo lavoro non ebbe successo e, nel 1510, per sfuggire ai creditori, si imbarcò clandestinamente su una nave appartenente alla spedizione comandata dall'Alcalde Mayor della Nueva Andalucìa, Martìn Fernàndez de Enciso, cui missione era di aiutare Alonso de Ojeda. De Ojeda, insieme a settanta uomini, aveva fondato l'insediamento di San Sebastiàn de Urabà in Nueva Andalucìa (luogo dove poi fu costruita la città di Cartagena) ma lo scontro con i nativi indigeni richiedeva rinforzi.
Giunti a San Sebastian scoprirono che la colonia era stata quasi completamente abbandonata; rivolgendosi allora ai pochi coloni rimasti ed ai suoi compagni Balboa propose loro di partire per il Darièn che aveva visitato nel suo precedente viaggio con Bastidas. La sua proposta fu accettata e così fu fondata la colonia da Santa Maria la Antigua del Darièn.
Qui Balboa si guadagnò la fiducia degli indigeni.
Da questi sentì parlare di un'altro mare (Oceano Pacifico) e di una terra ricca d'oro e si mise così alla ricerca. A causa dei suoi trascorsi, la sua determinazione era rafforzata dalla necessità di rientrare nelle grazie del re, e partì con 200 spagnoli e 600 indigeni. ll 25/26 settembre 1513 salì la Sierra Quarequa e, giunto sul crinale, scorse dall'altra parte il grande oceano. I1 29 settembre ne prese possesso in nome della Corona spagnola e lo battezzo Mar del Sur.