Storia dei Mari
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Magellano, Ferdinando

Come per Cristoforo Colombo, anche questo personaggio merita un capitolo dedicato: Vai >>


Marenco di Moriondo, Carlo

Carlo Marenco di MoriondoCarlo Marenco
fonte: Marina Militare

Sottotenente di Vascello nato a Torino il 12 ottobre 1915, Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria della Seconda Guerra mondiale.
Durante una missione in Atlantico, su di un sommergibile oceanico, il Glauco, il 9 gennaio 1941 entò in contatto con un piroscafo nemico armato e diede battaglia; accortosi che l'armamento del pezzo era in difficoltà a causa della violenza del mare, scendeva di slancio con spontanea decisione, dalla torretta in coperta e, raggiunti i suoi uomini, assumeva la direzione del tiro, partecipando egli stesso al caricamento del pezzo ed alla sua manovra.
Nonostante fosse stato investito dall'onda di esplosione di un proiettile e ferito da una scheggia, continuò a dirigere le operazioni di tiro sino a quando, ormai spossato, fu travolto da un'ondata e scomparve inghiottito dal mare.
Esempio in vita di entusiasmo e di attaccamento al servizio, esempio in morte di eroica virtù.


Mendoza, Pedro de

Pedro de MendozaPedro de Mendoza

Navigatore e uomo d'armi spagnolo, nato a Guadix, Granada, nel 1487, morto in mare nel 1537.
Combattè valorosamente in Italia agli ordini di Carlo V e ne divenne uno dei favoriti. Essendo in seguito pervenute ripetute notizie di incursioni portoghesi nella regione del Plata, una delle quali al comando di un pilota spagnolo, Carlo V decise di occupare stabilmente quella regione organizzando una spedizione della quale affidò il comando a Pedro de Mendoza, che contribuì alle spese.
Nell'aprile 1535 lasciò la Spagna alla testa di 12 navi e 800 uomini e, raggiunta la sua meta, esplorò e risalì il Rio de la Plata, inviò Juan de Ayolas con la nave Santa Catalina ad esplorare il Paranà e fondò una città che battezzò Nuestra Señora de Buenos Aires.
Senonchè i suoi uomini, gia minati dalle febbri provocate dalle fatiche e dal clima insalubre, furono attaccati a più riprese dai nativi che riuscirono anche ad incendiare quanto esisteva della nuova città.
Perduti in combattimento o per malattia i tre quarti della sua gente, compreso suo fratello, Mendoza salpò per la Spagna con quel che rimaneva della flotta e degli uomini, ma morì nel corso del viaggio.


Mercatore (Gerard Kremer detto)

MercatoreMercatore

Geografo e cartografo flammingo, nato a Rupelmonde nel 1512, morto a Duisburg nel 1594.
Compì i suoi studi dapprima a Hertogembosch e poi a Lovanio, dedicandosi oltre che alla geografia e alla cartografia anche alla matematica e alla filosofia.
Costruì un globo terracqueo per il cardinale Granvela che nel 1541 lo presentò all'imperatore Carlo V, per il quale costruì due grandi globi, oggi perduti.
Già famosissimo, nel 1559 si stabilì a Duisburg, ove rimase sino alla fine della sua vita, dedicandosi a studi teologici.
La sua fama comunque resta legata principalmente alla sua opera Nova et aucta orbis terrae descriptio ad usum navigantium emendata et accomodata , nella quale egli stabilì le basi della cartografia nautica moderna, con la famosa proiezione che porta il suo nome.


Miaulis, Andreas Vokos

Andreas MiaulisAndreas Miaulis

Ammiraglio greco, nato a Idra nel 1760, morto ad Atene nel 1835.
Dopo aver abbandonato la Marina ed essersi arricchito con il commercio di cereali tra Odessa e i porti della Spagna e della Francia, aderì al movimento di indipendenza contro i Turchi con una nave di sua proprietà, la Leonidas .
Nel 1825, ormai comandante in capo della flotta greca, sconfisse a Sfacteria la flotta turca e, nel 1832, riuscì a distruggere parte della flotta del dittatore G. A. Capodistria.





Moncada, Hugo de

Hugo de Moncada Hugo de Moncada

Uomo d'armi spagnolo, nato da nobile famiglia a Valencia, probabilmente nel 1476, caduto nella battaglia di Capo d'Orso nrl Golfo di Salerno il 28 maggio 1528.
Nel 1496 entrò nell'esercito di Gonzalo Fernandez de Cordoba e lo accompagnò in Italia dove si comportò valorosamente. Nominato generale da Carlo V, provocò la capitolazione della piazzaforte di Tournai (1522), operazione per la quale l'imperatore lo nominò vicerè di Sicilia.
Nel 1524 ebbe il comando della squadra spagnola inviata a conquistare la Provenza e si impadronì di Hyeres, Frèjus e Tolone.
Intenzionato a conquistare anche Varazze, attaccò la città alla testa di 15 galere ma il tuonare dei cannoni fu udito da Andrea Doria che si trovava con le sue navi a Vado: questi uscì subito incontro al nemico riuscendo a catturarne tutte le galere, ad eccezione di tre che andarono ad investire la costa nei pressi di Nizza. Fu fatto prigioniero lo stesso Moncada che riacquistò la libertà solo alla firma del trattato di Madrid (14 gennaio 1526).

Riprese le ostilità, tornò in Italia al comando di un corpo d'armata e si impadronì di Milano e della Lombardia. Nel settembre 1526 entrò in Roma e liberò il papa Clemente VII assediato dai Colonna in Castel Sant'Angelo, dopo avergli strappato la promessa che avrebbe abbandonato il suo parteggiare per la Francia.
Nel 1527 tornò in Roma dove le soldatesche si erano abbandonate al saccheggio, cosa che non si curò di reprimere perchè il Papa non si era dichiarato contro la Francia. Portatosi a Napoli, della quale comandava la difesa assieme al principe d'Orange e che era assediata da Filippino Doria alla testa di sette galere, decise di attaccare il Doria prima che si congiungesse con la squadra veneziana che era in arrivo.
Il 28 maggio 1528, dopo aver allestito sei galere ed altre unità minori, stipatele con i migliori soldati e col fiore della nobiltà, salpò incontro al nemico.
Nello scontro, svoltosi presso Capo Orso nel Golfo di Salerno, perse la vita e con lui la persero 1.400 dei suoi uomini, ebbe due galere affondate e due catturate, mentre fra i numerosi prigionieri Filippino Doria potè annoverare molti esponenti della nobiltà spagnola.


Monk, George

George Monk

Generale e nobile inglese, primo duca di Albemarle, nato a Great Potheridge House (Devonshire) il 6 dicembre 1608 e morto a New Hall (Essex) il 3 gennaio 1670.
Abbracciò la carriera militare in giovane età entrando volontario nell'esercito. Dopo una brillante esperienza nei Paesi Bassi, specie in occasione dell'assedio di Breda (1637) e nelle operazioni lungo il confine scozzese, assunse il comando di un reggimento in Irlanda impegnato nella soppressione della locale ribellione.
Grazie alle proprie imprese fu nominato Governatore di Dublino nel giugno 1643, ma in seguito alle controversie tra Carlo I ed il Parlamento, acuitesi proprio in quel periodo, fu sospettato di slealtà e fatto rientrare in Inghilterra sotto scorta.
Quando la maggior parte dell'esercito in Irlanda venne meno al re tra il 1648 ed il 1649, Monk rientrò in Inghilterra per servire nell'armata di Cromwell in Scozia e, dopo la vittoria di Dunbar (1650), gli fu affidato l'incarico di completare la sottomissione del Paese.

Nel novembre 1652 Monk divenne, con Blacke e Deane, uno dei tre General at Sea al comando della flotta inglese e guidò l'avanguardia nella battaglia di Portland (18-20 febbraio 1653) contro gli Olandesi.
Nella battaglia di Gabbard (2-3 giugno 1653) divenne comandante in capo dopo la morte di Deane e comandante unico dopo lo scontro decisivo di Scheveningen (31 luglio 1653).
Il particolare contributo di Monk ai miglioramenti delle qualità militari della flotta vittoriosa furono irrigidimento della disciplina, la sua attitudine al comando e l'introduzione di una compatta e serrata linea di combattimento.
Quando si scatenarono i disordini che fecero seguito alla morte di Cromwell, Monk si tenne in disparte finchè non ci fu guerra aperta tra le massime autorita militari, Lambert e Fleetwood, ed il Parlamento, ed allora egli si schierò dalla parte del secondo.
Entrato a Londra, con lo scopo dichiarato di appoggiare il Parlamento contro la città ora divenuta realista, Monk assicuro il ritorno dei membri monarchici esclusi dai Comuni che votarono lo scioglimento, cui fece seguito, come Monk aveva previsto, un nuovo Parlamento che votò a sua volta la restaurazione con Carlo II.
Accogliendo il re a Dover, Monk fu coperto di onori e due settimane dopo fu creato primo duca di Albemarle.

Tuttavia egli prese ancora la via del mare assumendo il comando della flotta contro gli Olandesi. Quando i Francesi entrarono in guerra contro l'Inghilterra il duca si ritrovò a dover fronteggiare tanto la forza navale francese, relativamente poco importante, quanto la potente formazione olandese con le sue sessanta navi contro le novanta al comando degli ammiragli De Ruyter e Tromp nel corso della battaglia dei Quattro Giorni (11-14 giugno 1666).
Durante i primi tre giorni dovette incassare una pesante lezione ma quando, il quarto giorno, fu affiancato dallo squadrone del principe Rupert, Monk passò ostinatamente all'offensiva costringendo gli Olandesi ad interrompere l'azione senza aver ottenuto alcun risultato decisivo. Sette settimane dopo, grazie a sforzi inauditi, Monk fu in grado di effettuare una nuova sortita con novanta unità e vincere la battaglia del Giorno di San Giacomo (25 luglio 1666), un successo decisivo al quale fece seguito la distruzione di 150 navi mercantili olandesi date alle fiamme in porto.
Nel medesimo anno, in occasione del Grande incendio di Londra (2-5 settembre), fu chiamato in aiuto dal re ma giunse ad incendio domato.
L'ultimo suo intervento ebbe luogo durante la battaglia di Chatam (19-24 giugno 1667), quando la flotta olandese del Ruyter risalì il Medway minacciando i cantieri di Chatam.
Dopo questo episodio ritirò a vita privata. Monck morì di idropisia.