Storia dei Mari
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Laurenti, Cesare

Nato a Terracina il 15 luglio 1865 morto a Roma il 29 marzo 1921. Laureatosi in Ingegneria navale e meccanica presso la Regia Scuola Superiore Navale di Genova il 7 giugno 1892, fu Ingegnere del Genio Navale italiano e progettista di sommergibili di fama internazionale.
Fautore dei sommergibili a scafo semplice o a doppio scafo parziale ed a sezione elastica, non circolare, Laurenti fu il progettista dei sommergibili italiani classe Glauco e Foca a benzina, Medusa, Argonauta, F, S, Barbarigo con motori Diesel costruiti dal 1903 al 1919.
Il 16 luglio 1906 il Laurenti si congedò dalla Regia Marina e fu collocato nella riserva con il grado di maggiore del genio civile.
Già cavaliere della Corona (1892), fu insignito dal re il 21 luglio 1906 della croce di cavaliere dell' Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro.
Assunse quindi la direzione dei cantieri navali Fiat Ssn Giorgio del Muggiano. Il cantiere spezzino divenne, sotto la sua direzione, un centro d'eccellenza mondiale nella costruzione dei sommergibili, primato che conservò per alcuni decenni. Laurenti fece realizzare uno speciale bacino per la sperimentazione dei sommergibili sotto pressione, dando il via alla produzione industriale privata dei sommergibili in Italia.
Ben 47 sommergibili progettati da Laurenti furono costruiti fra il 1905 e il 1918 per nove stati esteri, fra cui Inghilterra, U.S.A., Giappone, Russia e Germania


Ruggero di Lauria

Ruggero di Lauria

Ammiraglio italiano al servizio spagnolo, nato a Scalea (Calabria) o a Lauria (Basilicata) verso il 1245, morto a Valencia nel 1304.
Si ha ragione di ritenere che sua madre fosse la nutrice o una dama di corte di Costanza di Hohenstaufen, figlia di Manfredi di Sicilia, al servizio del quale si sarebbe trovato suo padre, poi caduto nella battaglia di Benevento (1266).
A seguito della sconfitta sveva il piccolo Ruggero trovo asilo in Aragona, dove Costanza era sposata col futuro re, Pedro III.
Quando, il 30 marzo 1282, scoppiò la guerra del Vespro con la rivolta dei siciliani contro la dominazione francese, Pedro III approfittò dell'occasione che gli si presentava e, dopo una puntata contro i corsari barbareschi, sbarcò a Trapani fra le acclamazioni del popolo che lo incoronò re a Palermo.
Pedro III aveva portato con se Ruggero di Lauria il quale, dopo aver partecipato, agli ordini di Queralt, nel settembre 1282, allo scontro con le forze angioine nello Stretto di Messina, nel corso del quale queste ultime furono disfatte e disperse, fu nominato, nella primavera del 1283, comandante delle forze navali d'Aragona.
Appreso che una flotta francese di 28 navi si trovava a Malta, salpò da Messina con 22 galee e l'8 luglio 1283 affronto il nemico nelle sue stesse acque riportando una netta vittoria che costò al nemico la perdita di tutte le sue navi ad eccezione di otto, fuggite con a bordo uno dei comandanti, Bauvin.
L'altro comandante francese, Cornut, cadde nel combattimento. Ruggero di Lauria iniziò cosi le sue battaglie che furono un susseguirsi tale di successi che si parlò di lui come dell'unico ammiraglio che non fu mai sconfitto sul mare.


Legazpi, Miguel Lopez de

Lopez de Legazpi

Navigatore spagnolo, detto anche El Adelantado o El Viejo, conquistatore delle Filippine, nato a Zumarraga (Guipuzcoa) all'inizio del XVI secolo, morto a Manila il 20 agosto 1572.
Nel 1545, giovanissimo, si recò in America trovando impiego come scrivano a Citta del Messico e guadagnando in seguito fama di abile navigatore e prode soldato.
Nel 1563 don Luis de Velasco, vicerè della Nuova Spagna, si preoccupò di approfondire le scoperte di Magellano e studiò l'invio una spedizione verso le Islas de Poniente con partenza dal porto di Navidad, sulla costa occidentale del Messico.
Il vicerè Velasco affidò il comando della sua spedizione a Legazpi e gli diede come pilota Andres de Urdaneta. Il 20 novembre 1564 la spedizione salpò con le tre navi San Pedro, San Juan e San Lucas. Seguirono la rotta già percorsa da Ruy Lopez Villalobos ma, dopo pochi giorni, la piu piccola delle navi, la San Lucas, disertò al comando di Lope Martin.
Proseguendo la navigazione verso ponente, Legazpi fece il primo scalo alle isole dei Ladroni (le attuali Marianne) delle quali prese possesso in nome della Spagna.
Il 13 febbraio 1565 raggiunse le Filippine che esplorò. Mentre Legazpi rimaneva nelle isole con pochi uomini, Urdaneta com le navi diresse per il ritorno e, percorrendo una rotta più settentrionale, incontrò venti favorevoli che lo riportarono, senza inconvenienti, ad Acapulco, dove sbarcò l'8 ottobre 1567.
Smascherò cosi l'inganno di Lope Martin che lo aveva preceduto di due mesi e che aveva affermato di essere il solo superstite della spedizione.
Legazpi, dal canto suo, proseguì l'esplorazione delle Filippine, raggiungendo anche Luzon. Rifornito poi da tre navi inviate dalla madrepatria con l'ordine di prendere possesso dell'arcipelago, con soli 300 uomini, partì da Panay il 15 aprile 1570 e completò l'occupazione di Luzon fondando Manila dove, due anni dopo, morì di apoplessia.


Le Maire, Jacob

Jacob Le Maire

Esploratore olandese nato ad Amsterdam nel 1585, morto in mare il 31 dicembre 1616.
Suo padre, Isaac, era un facoltoso mercante che, infastidito dal monopolio esercitato dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, assunse il navigatore Willem Cornelis Schouten affinchè, con due navi, si ponesse alla ricerca di una nuova rotta e nuovi sbocchi commerciali nelle Indie orientali.
Schouten ed il giovane Le Maire salparono nel giugno del 1615, gettarono le ancore in un approdo dell'Africa occidentale, affrontarono vittoriosamente un mostro marino nell'Atlantico meridionale e persero una delle navi a causa di un incendio al largo delle coste della Patagonia.
Proseguendo insieme sul vascello rimasto, l' Eeendracht, cominciarono le ricerche per trovare un passaggio a Sud del noto Stretto di Magellano. Scoprirono Staten Landt, ma la ritennero parte integrante della Terra Australis e non una semplice isola e si ritrovarono nel grande mare del Sud, al che fummo molto felici, comprendendo che una nuova via era stata da noi scoperta e che fino ad allora era rimasta sconosciuta a tutti, cosa che in seguito scoprimmo essere del tutto vera.
Infatti, così era ed il passaggio fu in seguito chiamato Stretto di Le Maire.
Essi avvistarono la fine della terraferma a Sud dello Stretto di Magellano e la chiamarono Capo Horn, come la città natale di Schouten.
Soffrirono molte privazioni tanto che Jan Schouten, fratello di Willem, morì nelle isole Tonga. Le loro relazioni sugli abitanti dei Mari del Sud sono molto interessanti. Circumnavigarono la costa settentrionale della Nuova Guinea, solo vagamente consci della propria effettiva posizione, battezzarono Willem Schouten Landt un'isola ed infine giunsero alle Molucche, dove si erano stabiliti alcuni mercanti olandesi.
Non furono ben accolti dagli ufficiali della Compagnia delle Indie Orientali, che li accusarono di violazione dei diritti della compagnia stessa e confiscarono loro navi e beni. Alla relazione di Le Maire non venne dato credito e tanto lui che Schouten furono rimandati in patria. Le Maire morì durante il viaggio, di crepacuore e stato detto, all'eta di 31 anni.


Loredan, Pietro

Ammiraglio veneziano, morto a Venezia nel 1439.
Nel 1416 si trovava nelle acque dell'Egeo al comando di 15 galere. Il 16 maggio assalì a Gallipoli la squadra turca che aveva catturato numerose navi mercantili veneziane e che si stava preparando, in quel porto, ad assalire Negroponte.
La battaglia durò dal mattino sino alle due del pomeriggio e si risolse nella distruzione o nella cattura di tutte le navi turche.
Quando Venezia, nel 1431, inviò contro Genova, che si trovava in potere dei Visconti, una squadra di 18 galere, diede il comando della sua flotta al Loredan. Questi, giunto a Pisa, prese con sè quattro galere ed una galeazza fornite dai fiorentini. Raggiunta Genova e presentatosi davanti alla città, ne vide uscire una flotta ma, non conoscendone la forza, si portò più al largo. Si trattava di 17 galere e di una nave armata di grossi cannoni, il tutto al comando di Franceso Spinola.
Il 29 agosto le due armate si scontrarono tre Portofino e Rapallo. Dopo un duro combattimento deciso, pare, dall'intervento della galeazza del fiorentino Raimondo Mannelli, che speronò quella dello Spinola, i genovesi furono sconfitti lasciando nelle mani dei veneziani otto galere e numerosi prigioneri, tra i quali lo stesso Spinola.