Storia dei Mari
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Jachino, Angelo

Angelo Jachino

Ammiraglio italiano, nato a Sanremo il 24 aprile del 1889, morto a Roma il 3 dicembre 1976.
Figlio di un professore di scuola media, entrò all'età di soli 15 anni all'Accademia Navale di Livorno. Durante la campagna di Libia ottiene i gradi di guardiamarina, grado con il quale, poco più che ventenne, partecipa alla campagna di Libia.
Dopo la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, fu addetto navale a Pechino e a Londra. Nel 1934 salpò al comando dell'incrociatore Armando Diaz per la crociera che lo portò a visitare i porti dell'Australia. Nel 1936 partecipò alla guerra civile di Spagna e nel 1939 allo sbarco in Albania. Sempre nel 1939 fu nominato Comandante dell'Accademia Navale di Livorno.
Nella Seconda Guerra Mondiale comandò la Seconda Squadra Navale nello scontro di Capo Teulada del 27 novembre 1940. Nel dicembre dello stesso anno sostituì l'ammiraglio Campioni come Comandante Supremo delle Forze Navali italiane.
Nella guerra che condusse contro le forze britanniche dell'ammiraglio Cunningham, si trovò alla battaglia di Capo Matapan (28 marzo 1941), alla Prima Sirte (17 dicembre 1941), alla Seconda Sirte (22 marzo 1942) ed alla battaglia di Mezzo Giugno (1942).
Nell'aprile 1943 gli succedette nella carica l'ammiraglio Bergamini.
Lasciato il servizio, dopo la guerra divenne presidente della S.I.A.I. Marchetti.
Fecondo ed efficace scrittore navale, collaborò alla Rivista Marittima e ad altri periodici. Ha pubblicato Gaudo e Matapan (1946), Le due Sirti (1953), Operazione Mezzo Giugno (1955), La sorpresa di Matapan (1957), Tramonto di una grande Marina (1959), La campagna navale di Lissu (1966), Il punto su Matapan (1970).


Jervis, John I Conte di St. Vincent

John Jervis

Ammiraglio inglese, nato a Meaford il 9 gennaio 1735, morto a Rochetts (Essex) il 14 marzo 1823.
Crebbe negli ambienti navali di Greenwich, presso i quali il padre svolgeva le mansioni di procuratore dell'Ammiragliato. Entrato in marina ebbe il primo comando in occasione dell'assedio di Quebec (1759). Successivamente navigò nel Mediterraneo e viaggiò sul continente, ispezionando le fortiiicazioni navali dei potenziali nemici.
Nel 1782, al comando della Foudroyant, fu ferito nel corso di un epico combattimento contro la francese Pègase; per questo fu insignito con il titolo di Cavaliere
Dopo aver partecipato ai lavori del Parlamento durante un periodo pacifico, nel 1793 gli fu affidato il comando di una spedizione nelle Indie occidentali. Collezinò una serie di clamorosi successi impossessandosi di Guadalupa e Martinica; poi Jervis, in cattive condizioni di salute, rientrò velocemente in Inghilterra.
Successivamente fu inviato nel Mediterraneo per una missione col grado di full admiral. Schiacciato numericamente dalle flotte combinate francese e spagnola e disponendo di poche basi amiche, fu costretto a ritirarsi a Gibilterra.
La situazione era grave. Francia e Spagna avevano il completo controllo del Mediterraneo e minacciavano di impossessarsi anche di quello del Canale della Manica.
Il compito di Jervis era quello di impedire il congiungimento degli Spagnoli con il grosso della flotta francese a Brest.
Ai primi del febbraio 1797 gli giunse notizia che la flotta spagnola era in navigazione e mosse per intercettarla a Capo San Vincenzo. Gli Spagnoli disponevano di 27 navi da battaglia, Jervis solo di 15, ma gli equipaggi spagnoli erano poco efficienti mentre gli uomini di Jervis, per effetto della rigida disciplina che egli stesso aveva imposto, erano addestratissimi.
Ruppe la linea di battaglia spagnola, dividendo la flotta avversaria in due tronconi. La via della fuga era preclusa al nemico dal capitano Horatio Nelson, quasi al fondo della linea inglese (ed operante senza ordini precisi); quattro navi spagnole furono catturate e altre dieci seriamente danneggiate prima di riuscire a porsi in salvo.
Nonostante l'audacia dell'attacco e la decisiva vittoria, Jervis non aveva guidato la propria squadra con la perizia dovuta, visto che senza l'iniziativa di Nelson tutti gli Spagnoli sarebbero potuti sfuggire. Ciononostante fu un'importante vittoria per l'Inghilterra, dal momento che allontanò definitivamente la minaccia di un'invasione.
Jervis fu premiato con una generosa pensione ed il titolo di conte di Saint Vincent.


Jol, Cornelius (detto Houtebeen]

Uno dei più celebri uomini di mare olandesi del XVII secolo, nato a Scheveningen attorno al 1600 e morto a São Tomè il 31 ottobre 1641.
E' noto col soprannome Gamba di legno (houtebeen).
La sua abilità marinara gli assicurò una rapida promozione al grado di ammiraglio nella Compagnia delle Indie occidentali, fondata nel 1621. La Compagnia, grazie ad attività militari e mercantili, mirava a infrangere il monopolio commerciale della Spagna e del Portogallo in Occidente e condusse dei tentativi attaccando gli insediamenti portoghesi nell'Africa occidentale, fonte della vitale manodopera degli schiavi.
Jol fu pertanto, allo stesso tempo, mercante e marinaio, e dovette il proprio successo all'abilità nella navigaiione in Atlantico, che attraversò ripetutamente nel corso della sua carriera, ma anche alle doti di coraggio ed umanità nei confronti dei prigionieri di guerra.
Nel 1635 cadde nelle mani di pirati francesi nel Golfo di Biscaglia, ma in seguito fu riscattato. Nel 1638 ebbe una parte preminente nell'offensiva contro il commercio portoghese in Brasile e gli fu aifidato il comando di 28 navi con 2500 uomini che salparono da Amsterdam nel marzo 1640.
Dopo aver partecipato alla presa di Recife, si spinse a Nord nel quadro di un tentativo infruttuoso mirante ad intercettare la flotta spagnola dell'argento nei Caraibi. Nel 1641 guidò ancora una grossa flotta in una spedizione contro la provincia portoghese dell'Angola, che fu couquistata senza difficoltà nell'agosto di quello anno.
A questa vittoria fece seguito l'invasione dell'isola di São Tomè, ma Jol, come molti dei suoi uomini, contrasse una malattia tropicale e morì.