Storia dei Mari
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Gama, Vasco da

Navigatore portoghese, nato a Sines (Alentejo) verso il 1469, morto a Cochin (India) nel 1524, primo europeo a navigare direttamente fino in India doppiando Capo di Buona Speranza.
Di nobile famiglia i cui membri si erano dedicati, per generazioni, al mestiere delle armi, acquistò fama, fin da giovane, di abile marinaio malgrado che, allo stato attuale delle ricerche, non si sappia ancora dove e come abbia navigato per acquistare tale fama.

Vasco da Gama

Nel 1488, sotto il regno di Giovanni II, il ritorno di Bartolomeu Dias con la notizia di avere doppiato il Capo Tormentoso aveva rappresentato il coronamento degli sforzi che, iniziati alla fine del XIII secolo con il viaggio senza ritorno dei fratelli Vivaldi, i Portoghesi avevano continuato senza sosta spingendosi sempre più a Sud lungo la costa occidentale dell'Africa per riuscire a raggiungere quella punta meridionale del Continente Nero, doppiata la quale si apriva la possibilita di giungere all'India solcando mari in buona parte gia conosciuti.
E di questo in Portogallo si era sicuri, anche sulle basi della relazione fatta pervenire in patria dal viaggiatore Pero de Covilhâo che si trovava prigioniero del mitico Prete Gianni, re cattolico dell'Abissinia.
La convinzione del re Giovanni II che la meta finale, l'India, fosse ormai a portata di mano, era cosi radicata che cessò di prestare attenzione a quanto un visionario straniero ( Cristoforo Colombo ) gli proponeva: di raggiungere cioè l'Oriente navigando verso Occidente.
Fu pero solo sotto il regno di Manuel I, successore di Giovanni, che la spedizione decisiva venne realizzata al comando di Vasco da Gama.
Vennero appositamente costruite tre navi, la São Gabriel, la São Raphael e la Berrio, armate a spese della casa fiorentina dei Sernigi, stabilitasi a Lisbona. Esse erano comandate rispettivamente da Vasco da Gama, che aveva come pilota Pero de Alenquer che era stato con Dias, da Paulo da Gama, fratello di Vasco, e da Nicolau Coelho.


In quest'illustrazione sono rappresentate la São Gabriel,
la São Raphael e la Berria.
Disegno ad opera di Visconde de Juromenha
su richiesta di Jorge Cabral, governatore dell'India, 1549-50
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A queste fu aggiunta una nave oneraria carica di rifornimenti, della quale ebbe il comando Gonzalo Nuñes.
Fra i circa 160 uomini che ne costituivano gli equipaggi si trovava anche Bartolomeu Dias, secondo alcuni quale comandante della Berrio, secondo altri quale scrivano a bordo della São Gabriel.

La squadra salpò da Lisbona l'8 luglio 1497 ed il 27 dello stesso mese raggiunse l'isola di São Jago nell'arcipelago di Capo Verde. Qui venne sbarcato il Dias, sia perchè era destinato fin dalla partenza a raggiungere El Mina sulla Costa d'Oro dove esisteva un forte costruito da Diogo d'Azambuja, sia perchè la sua presenza a bordo poteva dare ombra alle ambizioni di Vasco da Gama.
Rifornitesi d'acqua e viveri freschi, le quattro navi ripartirono il 3 agosto assumendo rotta a Sud e, tenendosi lontane dalla costa, percorsero una rotta che sarà quella che verrà seguita dai velieri anche nei secoli successivi. La terra venne avvistata il 4 novembre e tre giorni dopo gettarono le ancore nella baia di Santa Helena, circa 100 miglia a Nord del Capo di Buona Speranza. Dopo una permanenza di alcuni giorni ripartirono e, malgrado i venti contrari, riuscirono a doppiare il Capo il 22 novembre.
Raggiunta la baia di São Braz (l'attuale Mossel Bay), vi venne abbandonata e demolita la nave oneraria, ormai inutile. Proseguendo verso Nord, il 25 dicembre presero terra in un luogo che chiamarono Terra Natalis (l'attuale Natal); trattenutivisi qualche giorno, ne ripartirono e, sempre combattendo con le correnti contrarie specie nel canale di Mozambico, passarono al largo di Sofala finchè, il 22 gennaio 1498, affondarono le ancore alla bocca più orientale dello Zambesi dove, fatti ormai certi della vicinanza degli stabilimenti arabi, sostarono a lungo per ritemprare le forze.

Il primo viaggio di da Gama
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Ripresa dopo un mese la rotta a nord, toccarono località dove spesso l'ostilità dei locali dovette essere respinta anche con l'uso delle artiglierie di bordo, sinchè il 14 aprile gettarono le ancore a Malindi, dove trovarono la fiorente civiltà araba ed una calorosa accoglienza
Dieci giorni dopo Vasco da Gama ripartì con la prora verso l'India. Aveva a bordo un pilota arabo che, secondo alcune ricerche, altri non era che il celebre Ahmed ben Madjid il miglior tecnico marinaio che vi fosse in Oriente nel XV secolo.
Sotto la sua guida, dopo una traversata tranquilla, Gama gettò le ancore a Calicut, il 19 maggio. Il principe Samuddrin, signore del luogo, gli fece dapprima buona accoglienza ma poi tese agli stranieri tali continue insidie che Vasco, avendo ormai raggiunto lo scopo del viaggio, si convinse a prendere la via del ritorno, dopo aver caricato le navvi delle ambite spezie dell'Oriente.
Salpò il 27 agosto del 1498 raggiungendo Lisbona dopo un anno, perdendo però durante il tragitto oltre 100 uomini degli equipaggi, tra cui il fratello Paulo.
Le accoglienze in Patria furono trionfali. Il Re Giovanni nominò Vasco Almirante do Mar das Indias, lo fece conte di Vidigueira e gli riconobbe una pensione di 300.000 cruzados l'anno.
I viaggi verso l'India si susseguirono, tra i quali il viaggio di Cabral . Nel 1502 fu allestito il quarto viaggio, al comando del quale fu destinato ancora Vasco da Gama.
Lo scopo principale era quello di vendicare il massacro di una piccola colonia fondata da Cabral nei pressi di Calicut. Entrato nell'Oceano Indiano, da Gama predò ed affondo tutte le imbarcazione arabe ed indiane incontrate sulla sua rotta, fondò colonie in Mozambico e a Sofala, scoprì le isole Almirante (chiamate così in suo onore)finchè, raggiunta l'India, inflisse ai responsabili del massacro una crudele punizione.
Rientrato a Lisbona nel 1503, scoprì che i favori del re si erano rivolti a favore di Afonso de Albuquerque . Si ritirò allora, in volontario esilio, nei suoi possedimenti di Evora.
Negli anni successivi vari vicerè si succedettero, con alterne fortune, al governatorato delle Indie e le colonie portoghesi cominciavano a vacillare a causa dei continui attacchi dei locali.Nell'aprile del 1524, il re Giovanni III nominò vicerè Vasco da Gama che partì a capo di una grossa e forte squadra navale con a bordo anche i figli Estevão e Paulo.
Raggiunta l'India e sbarcato a Goa, morì il 26 dicembre dello stesso anno a Cochin.


Giovanni d'Austria, Don

Don Giovanni d'Austria

Generale ammiraglio spagnolo, nato a Ratisbona il 24 febbraio 1547, morto presso Namur (Belgio) il 1 ottobre 1578.
Figlio naturale dell'imperatore Carlo V e di Barbara Blomberg, a tre anni fu portato in Spagna e cresciuto con il nome di Geronimo da Don Luis de Quijada av Valladolid.
L'imperatore lo riconobbe come figlio nel suo testamento (1558) e Filippo II lo fece principe d'Austria.
Fu educato assieme ad Alessandro Farnese. Il 15 gennaio 1568 fu nominato Capitan General del Mar e, al comando di una squadra, combattè i pirati barbareschi. Dopo aver domato la rivolta dei Moriscos in Andalusia, ricevette il comando supremo delle flotte combinate della Lega Santa che, il 7 ottobre 1571, si scontrarono con i Turchi a Lepanto. In questo combattimento comandò la galera reale di Spagna, schierata al centro della formazione cristiana.
Nello scontro diretto con la reale turca, comandata da Ali Pascià comandante supremo, riusci ad averne ragione e a conquistarla provocando la morte dello stesso Ali; fu aiutato in questa impresa dalla galera di Marcantonio Colonna .
Sulla scia della vittoria di Lepanto, nel 1573 prese Tunisi ai Turchi. Fu nominato governatore generale dei Paesi Bassi quando le provincie olandesi si unirono contro la Spagna (1576).
Dopo qualche rovescio, nel 1578 riusci a sconfiggere gli Olandesi nella battaglia di Gembloux, con l'aiuto validissimo di Alessandro Farnese. Malgrado questa vittoria la sua campagna nei Paesi Bassi fallì, a causa della scarsità degli aiuti inviatigli da Filippo II.
Durante la guerra morì improvvisamente al campo di Namur.


Grimaldi, Antonio

Ammiraglio genovese vissuto nel XIV secolo.
Quando, nel 1331, una flotta catalana attaccò le coste liguri, Genova si trovava in condizioni molto misere, stremata non solo dalle lotte con gli stranieri, ma anche dalla divisione della sua nobiltà fra guelfi e ghibellini.
I Catalani, impuniti, devastarono Monaco e Savona, occuparono Chiavari, investirono Portovenere e la Palmaria e si presentarono, a sfida, davanti a Genova.
Fatta la pace fra le fazioni, Genova riuscì a mettere in mare una flotta di 45 galee e legni minori e ne affidò il comando ad Antonio Grimaldi. Questa flotta salpò il 19 luglio 1332 dirigendo sulle Baleari e sulla Catalogna, devastandone le coste, predando navi e sfidando a battaglia la squadra aragonese. Come questa raggiunse le acque di Maiorca, vista uscire da quel porto la flotta genovese schierata a battaglia, invertì la rotta e si allontanò rifiutando il combattimento.
Avendo cosi assicurata la sicurezza della navigazione genovese nel bacino occidentale del Mediterraneo, Grimaldi rientrò a Genova da dove, nel 1337, con le sue dodici galee, il fratello Carlo ed altri guelfi genovesi, passò al servizio di Filippo VI, re di Francia.
Per tre anni combattè in Oceano, predando navi inglesi e fiamminghe, prendendo parte ai saccheggi di Southampton e di Portsmouth, mettendo a ferro e a fuoco l'isola di Guernsey. Il re di Francia lo congedò nel 1340.


Grimani, Antonio

Antonio Grimani

Doge di Venezia, nato a Venezia nel 1434 e qui morto nel 1523.
Di modeste origini riuscì, con la sua abilità di commerciante, a crearsi una colossale fortuna. Mentre, nel 1499, copriva la carica di Procuratore di San Marco, gli fu affidato il comando della flotta veneziana. In quell'anno Venezia, alleata di Luigi XII, si trovava in guerra contro Ludovico il Moro, il Papa, Firenze ed i Turchi. La flotta era forte di 44 galee, 16 galeazze e 28 navi armate, oltre a naviglio minore
Nel conflitto contro i Turchi Grimani si lasciò sfuggire una prima volta la flotta nemica, comandata da Qapudan Paşa Borrak Rais, dal porto di Porto Longo dove egli si era rifugiato. Un aseconda volta, commettendo l'errore di portarsi al largo per avere il favore del vento, lasciò libero lo stretto passaggio tra la costa della Messenia e l'isoletta del Prodano.
Intanto i Turchi proseguivano nel loro avvicinarsi a Lepanto, già attaccata da terra. La conquista di Lepanto per i Turchi fu cosa facile poichè ancora una volta il Grimani, invece di dare battaglia direttamente, si era portato al largo, sempre con la scusa di cercare posizione più favorevole.
Per questa sua vile condotta fu processato ed esiliato nell'isola di Cherso, dalla quale però evase, raggiungendo poi un figlio cardinale a Roma. Da qui, per le suppliche del Papa, fu richiamato a Venezia, assolto dalle vecchie colpe e, nel 1508, nominato Savio del Consiglio.
Nel 1510 fu ancora procuratore di San Marco, nel 1515 ambasciatore presso la corte francese ed infine, il 6 giugno 1521, ormai in tarda età, eletto Doge della Serenissima.