Storia dei Mari
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
elenco completo


Le immagini di questa pagina, dove non diversamente indicato, provengono da Wikipedia

Elcano, Juan Sebastian de

Navigatore spagnolo, nato a Guetaria intorno al 1476, morto nel Pacifico il 4 agosto 1526.
Nel 1519 salpò con la spedizione di Fernando Magellano, diretta alle Molucche per la via de1l'Occidente. Era imbarcato come primo ufficiale sulla Concepciòn, una navedi 90 tonnellate di stazza, della quale era capitano Gaspar de Quesada. Elcano prese parte alla ribellione degli ufficiali spagnoli contre Magellano, organizzata da Juan de Cartagena a San Julian, nell'aprile del 1520 e, sconiitti i ribelli, venne imprigionato.

Juan Sebastian de Elcano

Quando il 27 aprile 1521 Magellano venne ucciso con altri capitani e numerosi marinai dagli indigeni delle Filippine, la spedizione venne a trovarsi con gli effettivi ridotti e probabilmente fu allora che Elcano venne liberato. Successivamente, dopo un'altra ribellione contro il successore di Magellano, Joao Carvalho, Elcano ebbe il comando di una delle due navi rimaste, proprio quella già di Magellano, la Victoria. Con questa e la (Trinidad), la spedizione raggiunse le Molucche, deve le due navi si separarono.
Elcano, con la Victoria si diresse ad Ovest compiendo una memorabile traversata dell' Oceano Indiano e poi dell'Atlantico da Sud a Nord, evitando la cattura della sua nave da parte dei Pertoghesi e giungendo a Sanlucar de Barrarneda il 4 settembre 1522, dopo aver circumnavigato il globo per la prima volta.
Dei 74 uomini che erano a bordo della Victoria alla partenza dalle Molucche, solo 18 giunsero in Spagna.
L'accoglienza fatta ad Elcano da parte del re di Spagna fu eccezionale: fu autorizzato, fra l'altro, ad aggiungere al suo stemma un globo terracqueo con la scritta Primus circumdedisti me.
L'impresa di Elcano, grande, non cancella tuttavia i meriti di Magellano, benchè ancor oggi gli Spagnoli esaltino il proprio connazionale, dandogli l'intera gloria del viaggio.
Gloria che comunque resta macchiata dalle accuse che all'arrivo egli mosse a Magellano, facendolo condannare in un processo postumo, vero monumento all'ingratitudine spagnola.
Il 24 agosto 1525 Elcano salpò di nuovo da La Corufia, sempre diretto verse le Molucche, partecipando con quattro proprie navi alla spedizione di Garcia Jofre de Loaisa. Al comando della Sancti Spiritus Elcano faceva naufragio nello Stretto di Magellano; poi, trasbordato sulla capitana della spedizione, la San Lesmes, entrava con questa nell'Oceano Pacifico.
Morto Loaisa, Elcano assumeva il comando della spedizione, ma senza poter dare alcun ordine poichè stremato dalle fatiche e dallo scorbuto.
Elcano morì quattro giorni dopo Loaisa.


Enrico il navigatore

Enrico il navigatorer

Infante di Portogallo (in portoghese Infante Dom Henrique detto anche Infante de Sagres ou Navegador), nato a Oporto nel 1394, morto a Sagres il 13 novembre 1460.
Quinto figlio del re Giovanni I, a soli 21 anni comandò una flotta di 240 navi con la quale, il 21 agosto 1415, conquistò Ceuta.
Avendolo il padre nominato Governatore dell'Algarve, si stabilì a Sagres, presso Capo San Vincenzo, dove costruì un castello, un osservatorio e fondò una scuola.
Malgrado che le sue navigazioni non fossero andate oltre Tangeri, si rese conto che il Portogallo poteva trovare sul mare tutta la gloria e la prosperità possibili. Chiamò a sè i giovani nobili e fece venire, anche dall'estero, personaggi celebri per la loro abilità marinaresca o per le loro conoscenze cosmografiche.
Iniziò cosi quella appassionata ricerca di terre verso l'alto mare e quel lento, ma continuo progredire verso la punta meridionale dell'Africa, che avrebbe portato, dopo la sua morte, ai successi definitivi e clamorosi di Diaz e Vasco da Gama. Fra i navigatori al suo servizio possiamo ricordare Goncalo Velho che, sulla costa africana, raggiunse 24° di latitudine Nord, Gil Eannes che, in due viaggi successivi, superò di oltre 50 leghe il Capo Bojador, Nuno Tristão che, nel 1445, scoprì il Capo Bianco ed esplorò le coste del Senegl e della Gambia, Denis Dias che scopri e raggiunse il Senegal e il Capo Verde, il genovese Antonio da Noli ed il veneziano Alvise da Cadamosto che, nel 1445, scoprono cinque delle isole dell'arcipelago del Capo Verde.
Importante fu anche la riscoperta delle isole di Porto Santo e di Madera. Nel 1418 Juan Goncalves Zarco e Tristão Vaz Texeira, navigando lungo la costa dell'Africa, furono gettati al largo da una tempesta, avvistando così l'isola di Porto Santo.
L'anno successivo, ritornati in quelle acque, vi riscoprirono Madera. Dom Enrique fece sì che i suoi costruttori migliorassero le navi rendendole più solide, dando origine cosi alla caravella nella sua forma piu tipica e fece apportare miglioramenti anche agli strumenti nautici.
Alla sua morte il Portogallo era divenuto una delle maggiori nazioni marittime con innanzi a sè un glorioso avvenire.


Eric il Rosso

Eric il Rosso

Navigatore vichingo, nato in Norvegia intorno al 960, morto in Groenlandia dopo il 1000.
Eric Thorvaldsson, detto Eric il Rosso, fu colui che guidò l'insediamento norvegese in Groenlandia nel 986. Il padre era stato esiliato dalla Norvegia in Islanda quando Eric era ancora giovanissimo e la stessa sorte toccò ad Eric nel 981, allontanato dalla patria per tre anni.
Egli decise di occupare il tempo esplorando le terre che sorgevano ad occidente dell'IsIanda. Poichè l'Islanda era stata colonizzata due generazioni prima che vi giungesse la famiglia di Eric, l'esistenza della Groenlandia, distante meno di duecento miglia, era ben nota (le sue catene montuose sono visibili da distanze notevoli), ma essa era rimasta inesplorata.
Accompagnato dai famigliari e da pochi altri, Eric ne visitò le coste orientali, impenetrabilmente sbarrate dai ghiacci. Spostandosi a Sud, doppiò Capo Farvel e scoprì le coste ed i fiordi relativamente fertili del Sud-Ovest.
La piccola comunità vichinga si stabilì presso quella che oggi è Julianehåb e nei due anni successivi si spinse a Nord, sino all'altezza di Godthåb.
Al suo rientro in Islanda, Eric era orgogliosissimo delle terre che aveva scoperto e che aveva battezzato Groenland (terra verde), in aperta contrapposizione a Island (terra di ghiaccio). La sua opera di convincimento fu tanto efficace che una squadra di 25 navi lo seguì nel 986; solo 14 di queste approdarono in salvo a Julianenåb, ma su di esse avevano probabilmente trovato posto più di trecento persone con i propri armenti. Sebbene impiantare delle coltivazioni fosse risultato molto difficile, c'era abbondanza di pascoli; sotto il comando di Eric, la colonia prosperò e pochi anni dopo fu stabilito un secondo insediamento a Godthåb.
Dalla Groenlandia alcune spedizioni dei Vichinghi di Eric si spinsero sino alle coste statunitensi (ormai questo fatto sembra acccrtato al di là di ogni ragionevole dubbio), raggiungendo quella terra da favola che le saghe chiamano Vinland.
Alla morte di Eric le due comunità groenlandesi potevano anche apparire prospere, compatibilmente con le condizioni ambientali, ma in meno di tre secoli esse si estinsero e all'epoca del viaggio di Colombo se ne era perso anche il ricordo.


Ericsson, John

John Ericsson

Ingegnere svedese nato a Langbanshyttan (Värmland) ncl 1803, morto a New York nel 1889.
Nel campo navale John Ericsson è noto soprattutto per aver applicato la propulsionce ad elica e per aver introdotto nella progettazione di navi da guerra innovazioni di carattere meccanico e tattico.
L'utilizzazione dell'elica sulle navi era già stata tentata in precedenza e poi abbandonata; nel 1836 Ericsson brevettò un propulsore che offrì all'Ammiragliato Britannico.
In Inghilterra egli fece diverse prove in scala ridotta e quindi sistemò l'elica su una nave a vapore, la Francis B. Ogden, di 14 metri di lunghezza, che raggiunse la velocità di 10 nodi e rimorchiò a 4,5 nodi un'altra nave. Nonostante altre applicazioni coronate da successo, non ottenne l'appoggio dell'Ammiragliato, per cui preferì recarsi negli Stati Uniti; qui trovò aiuti e facilitazioni e costruì (1839) il Princeton per la Marina U.S.A., la quale in pochi anni giunse ad avere 6 navi a vapore munite di elica (1841) e circa 30 navi nel 1843.
Successivamente progettò il Monitor (1862) che prese parte alla famosa battaglia di Hampton-Roads. Su questa nave corazzata aveva sistemato, per la prima volta, i macchinari al di sotto della linea di galleggiamento, dimodochè il ponte era situato quasi a pelo dell'acqua e su di esso spuntavano solo una torretta, la timoneria ed il fumaiolo, costituendo in tal modo un bersaglio molto ridotto.
Altra importante innovazione, rispetto alle navi dell'epoca munite di batterie con puntamento in una direzione obbligata, era costituita dalla presenza di due grossi cannoni montati su una torretta girevole.


Evertsen

Nome di una celebre famiglia di uomini di mare olandese (Zelanda) del XVII e XVIII secolo.
Durante circa 80 anni di storia olandese ben cinque ammiragli della flotta dei Paesi Bassi portarono questo cognome ed altri cinque membri della famiglia raggiunsero il grado di capitano di fregata o di vascello, morendo in combattimento prima di aver raggiunto il ventunesimo anno di eta. Il cognome della famiglia trae origine da Evert Hendriksz (morto a Vlissingen nel 1610), pescatore zelandese e celebre capitano di corsari.
Il figlio di Evert, Ian Evertsen (1570-1620) fu ucciso in uno scontro con corsari di Dunquerque. I suoi due figli seguirono le tradizioni marinare e militari della famiglia e, si dice, cominciarono ad andar per mare prima ancora di saper camminare.

Jan Evertsen

Il piu celebre fra essi fu il maggiore, Jan (Johan) nato nel febbraio del 1600, morto il 5 agosto 1666).
Tra i grandi ammiragli olandesi dell'epoca fu secondo solo a personaggi come Tromp e De Ruyter. La sua impresa più celebre fu la vittoria ottenuta il 18 marzo 1636 su quattro navi corsare di Dunquerque, comandate dai temutissimi Collaert e Rombouts. Ebbe il comando di una divisione, agli ordini di Tromp, alla battaglia dei Downs, dove egli ebbe la meglio sulla forte divisione portoghese.
In quanto zelandese e partigiano del Principe d'Orange, ad Evertsen fu sempre negato il comando supremo della flotta della Repubblica delle Province Unite, dominata dagli Olandesi; durante la prima guerra anglo-olandese, rifiutò di servire sotto Cornelis De Witt, promosso ad un grado superiore al suo da inferiore che era prima e fu sostituito come vice-ammiraglio della divisione zelandese da suo fratello Cornelis.
Nuovamente dimenticato nel corso della seconda guerra contro gli inglesi, fu richiamato a risollevare la flotta dopo la morte di De Witt e fu nominato comandante in capo prima della battaglia di Lowenstoft (3 giugno 1665).
I suoi avversari politici gli attribuirono la responsabilità di quella sconfitta e, mentre Evertsen si recava a riferire agli Stati Generali fu aggredito dalla plebaglia di Brielse che tento di lapidarlo. Si dimise allora dalla carica di tenente-ammiraglio e fu nuovamente sostituito dal fratello.
Morto questi, tornò a servire, come comandante in seconda, e fu ucciso nella battaglia di North Foreland.
Cornelis, detto il Vecchio (nato il 4 luglio 1610, morto l'11 giugno 1666), era il fratello minore di Jan. Servì sotto Tromp contro gli Spagnoli e fu fatto prigioniero durante la prima guerra anglo-olandese. Promosso tenente-ammiraglio (viceammiraglio) nel 1665 al posto del fratello, fu al comando dell'avanguardia della flotta olandese durante tutti i combattimenti di quell'anno, venendo ucciso, l'anno successivo, durante il combattimento detto dei Quattro Giorni.
Cornelis, detto il Giovane (nato il 16 aprile 1628, morto il 20 settembre 1679), era figlio di Jan e fu comandante sul1'ammiraglia del padre durante la prima guerra anglo-olandese, nel corso della quale fu gravemente ferito. Servì nelle Indie Occidentali ed in altre zone operative ed era con De Ruyter quando gli Olandesi, nel 1667, risalirono l'estuario del Medway ed attaccarono la flotta inglese all'ancora; Cornelis assunse il comando del Royal Charles, il vascello che era l'orgoglio degli Inglesi, che la flotta olandese si rimorchiò trionfalmente in patria.
Unica eccezione alla tradizione degli Evertsen, Cornelis il Giovane morì nel proprio letto.
Cornelis il Giovanissimo (16 novembre 1642; 12 novembre 1706) e suo fratello Geleyn (22 gennaio 1655; 25 luglio 1721), figli di Cornelis il Vecchio, raggiunsero entrambi il rango di ammiraglio.
Cornelis, detto anche il Diavolo (Keesie de Duivel) comandò la divisione navale olandese che riconquistò temporaneamente New York (Nuova Amsterdam), strappandola agli Inglesi nel 1673 e nel 1688 la flotta che trasportò a Londra Guglielmo d'Orange, assurto al trono d'Inghi1terra.
Altri Evertsen morti in combattimento a carriera appena iniziata, o quasi, furono: Evert (1603-1625), Pieter (1606-1625), Geleyn (1607-1627) e Ian (1624-1649).
La famiglia si estinse con Johan Evertsen (1728-1778), anch'egli alto ufficiale di Marina.


Evinrude, Ole (Evenrudstuen)

Inventore statunitense, nato a Vardal (odierna Gjøvik, Norvegia) nel 1877, morto nel 1934.
Il soprannome Evinrude adottato negli Stati Uniti nasce dal nome della fattoria Evenrud dove nacque la madre.
Evinrude può essere considerate l'ideatore della propulsione con motore fuoribordo, anche se prima dei suoi vi furono altri tentativi del genere.
Nel 1881 il padre emigrò negli Stati Uniti stabilendosi in una fattoria del Wisconsin, seguito l'anno seguente dalla moglie, da Ole e dai suoi due fratelli; a sedici anni Ole lasciò la campagna per la città, dove trovò lavoro successivamente in diverse industrie. Stabilitosi definitivamente a Milwaukee, costruì apprezzati modelli in legno per foggiare stampi per getti di ghisa.
Nel 1900 costrui da solo un'automobile montando su un telaio in legno di quercia quattro motori Harley Davidson. L'iniziativa si arenò per mancanza di finanziatori.
Progettò un motore a benzina per automobili e per sfruttare la sua idea costituì, insieme con un commerciante di mobili che si era ritirato dagli affari, la Motor Car Power Equipment Company. La società in breve tempo però fece fallimento.
Tornò a fare modelli in legno.
A ventisette anni sposò Bess Cary, alla quale molto si deve del rapido lancio del motore fuoribordo che Evinrude aveva costruito nelle ore libere dal lavoro. Nell'aprile 1909 il primo motore fuoribordo da lui costruito, applicato a una barca a remi, permise di raggiungere gli 8 km orari.
Convinto dalla moglie, che aveva previsto la possibilità di affermare questa soluzione, Evinrude costruì motori fuoribordo in serie fino a costituire un'industria che nel 1913 aveva già 300 dipendenti.
Successivamente, venduta la fabbrica per 140 mila dollari, ideò un nuovo motore fuoribordo bicilindrico battezzato Elto. Nel 1929 la Elto e la Evinrude si fusero dando luogo all'Outboard Marine Corporatian (O.M.C.) che oggi costruisce motori fuoribordo, tra i piu diffusi nel mondo.