Storia dei Mari
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Dampier, William

William Dampiere

Corsaro, navigatore ed esploratore inglese, nato a East Coker, Somersetshire, nel 1652, morto a Londra nel 1715.
Dopo essere stato marinaio, piantatore nella Giamaica, tagliatore di canna e bucaniere, nel 1683 si imbarcò, con altri compagni, in un viaggio piratesco che lo portò successivamente sulla costa africana e poi, per Capo Horn, a quella occidentale del Sud-Africa.
Nel 1685 si uni ad un certo Capitano Swan e, raggiunta la costa messicana, attraverso il Pacifico arrivarono a Guam dove Swan fu abbandonato. Anche Dampier subi la stessa sorte alle Nicobare nel 1688 e solo tre anni dopo riuscì a rientrare in Inghilterra.
Nel 1699 l'Ammiragliato inglese lo incaricò di effettuare un viaggio di esplorazione del Pacifico sudoccidentale, nel corso del quale, il 26 luglio 1699, avvistò la costa de1l'Australia. Esplorò poi le coste di Timor e della Nuova Guinea e scoprì la Nuova Britannia. Sulla via del ritorno la sua nave, il Rocbuck, fece naufragio all'isola dell'Ascensione, dove Dampier coi suoi fu salvato dopo diverse settimane.
Nel 1703 ripartì per una spedizione corsara intorno al mondo, nel corso della quale abbandonò Alexander Selkirk (la cui avventura ispirerà Defoe per il Robinson Crusoe) sull'isola di Juan Fernandez. Nel 1707 rientrò in patria senza avere riportato successi.
Ripartì però, l'anno dopo, come pilota della spedizione corsara di Woodes Rogers che terminò nel l711 dopo avere recuperato Selkirk e messo insieme un grande bottino, valutato ad oltre 200.000 sterline.
Eifettuò accurate osservazioni idrografiche e meteorologiche che servirono molto agli esploratori successivi. Pubblicò la relazione dei primi due dei suoi tre viaggi di circumnavigazione. Particolarmente notevole, dal lato scientifico, il Discorso dei venti, pubblicato nel 1699.


De Long, George Washington

George W. De Long

Ufficiale di marina ed esploratore artico statunitense, nato a New York nel 1844, morto in Siberia alla foce del fiume Lena nel 1881.
Nel 1873, con la Juniata, compì un viaggio nell'Artico alla ricerca della nave Polaris del capitano Hall, della quale non si avevano piu notizie. Nel 1879 James Gordon Bennett gli finanziò una spedizione col duplice scopo di andare alla ricerca della Vega di NordenskjÖld e di tentare di raggiungere il Polo Nord attraverso lo stretto di Bering.
Nel luglio partì da San Francisco al comando della Jeannette, con 33 uomini di equipaggio. Il 5 settembre la nave fu rinchiusa dai ghiacci e, dopo essere andata alla deriva, lungo la costa settentrionale siberiana per quasi due anni, il 13 giugno 1881, spezzata dalla pressione del pack, affondò presso l'arcipelago della Nuova Siberia.
L'equipaggio si suddivise su tre imbarcazioni cercando di raggiungere la costa. Uno dei battelli scomparve senza dare piu notizie di se; un secondo, comandato dal direttore di macchina George W. Melville, riuscì mettersi in salvo a Sud-Est del delta della Lena; quello di De Long, con 13 uomini a bordo, riuscì a prender terra proprio allo sbocco del fiume.
Nel corso della marcia intrapresa per trovare aiuto, tutto il gruppo di De Long peri di stenti. L'anno dopo Melville ne ritroverà il corpo, con una mano ancora stretta intorno al diario, le cui ultime annotazioni portavano la data del 30 ottobre 1881. Questo diario sara poi pubblicato nel 1883 dalla vedova di De Long col titolo The Voyage of the Jeannette.


Diaz, Bartolomeo (Dias Bartolomeu)

Bartolomeo Diaz Bartolomeo Diaz

Navigatore portoghese nato intorno al 1450, scomparso nel 1500. Nel 1497, su incarico del Re di Portogallo Giovanni II, Diaz salpò verso l'estremità sud della costa atlantica africana al comando di una piccola spedizione composta di sole tre caravelle giungendo sino a due gradi sud del Tropico del Capricorno, punto molto più a meridione mai raggiunto dalle spedizioni precedenti.
Da qui Diaz lasciò di vista la terra e fece rotta verso sud in mare aperto. Dopo circa due settimane di navigazione la spedizione fu colta da una forte tempesta durante la quale persero l'orientamento. Calmatasi la tempesta Diaz fece rotta verso est, ma non incontrando terra volse allora le prue verso il nord e, una volta avvistata la costa, scoprì che questa si trovava a ponente: avevano oltrepassato il punto meridionale dell'Africa senza neppure rendersene conto.
Presa terra alle foci di un fiume che battezzò Rio do Iffante (l'attuale Groot Vis, nella baia di Algoa)i suoi equipaggi si rifiutarono di proseguire, fu così costretto al ritorno.
Presa la via del ritorno e navigando in vista della costa scoprì finalmente la punta estrema dell'Africa e la battezzò Cabo tormentoso a causa della tempesta che in quelle acque colpì le sue navi (il Re Giovanni II ne cambierà poi il nome in Cabo de Boa Esperança).
Rientrò a Lisbona nel dicembre del 1488 dove non ebbe, ne allora ne poi, i meritati riconoscimenti e si occupò, sino al 1495, del commercio con i paesi dell'Africa.
Nel 1497 alla ripresa delle spedizioni portoghesi sulla via dell'India, il Re Manuel I lo inviò insieme a Vasco de Gama sino alle Isole di Capo Verde, dove raggiunse il forte di São Jorge da Mina, oggi Elmina sulla costa del Ghana.
Rientrato in Portogallo, gli venne conferito il comando di una delle navi della spedizione di Pedro Alvares Cabral , che aveva come scopo di raggiungere l'india lungo la stessa rotta di Vasco de Gama. Ma spingendosi prima più ad est, per vedere se al di quà della rotta tracciata da Alessandro VI, vi fossero terre da scoprire.
Toccato infatti il Brasile , la spedizione fece rotta verso oriente. Raggiunte le acque del Capo di Buona Speranza una tremenda tempesta provocò la scomparsa di quattro delle navi della spedizione con tutti i loro equipaggi. Fra di esse anche quella di Diaz, morto in quelle acque che, solo molto più tardi, lo avrebbero reso celebre.


Does, Pieter Van Der

Ammiraglio olandese, nato a Leida nel 1562, morto a Sã0 Tomè (Guinea) nel 1599.
Nel 1598 ebbe il comando di una flotta con la quale assalì nella Manica 38 vascelli spagnoli che trasportavano truppe in Olanda. Sorpreso da una tempesta, potè catturarne solo uno perdendone anche qualcuno dei suoi.
L'anno dopo, a capo di 73 vascelli, assediò la flotta spagnola a La Coruiña. Resosi conto che le difese di quel porto erano insormontabili, si portò alle Canarie dove mise a ferro e a fuoco le isole di Gran Canaria e Gomera, catturando un ricco bottino che inviò in patria a bordo di 35 delle navi. Con le rimanenti, intenzionato ad attaccare le coste brasiliane, costeggiò la Guinea catturando quattro navi spagnole con ricco carico e impadronendosi dell'isola e della fortezza di São Tomè.
Il soggiorno in quest'isola gli fu fatale: si svilupparono la peste ed altre malattie e Van der Does fu tra i primi a morire.
La flotta, scoraggiata dalla perdita del suo comandante, mise alla vela ma giunse in Olanda cosi decimata dalle malattie, dalle tempeste e dagli attacchi degli Spagnoli, da essere ritenuta praticamente distrutta.


Doria, Andrea

Andrea Doria

Ammiraglio e uomo politico genovese, nato ad Oneglia (Impera) il 30 novembre 1466, morto a Genova il 25 novembre 1560.
Di nobile famiglia (prima della sua nascita già cinque Doria erano stati Dogi della Repubblica di Genova), all'età di diciotto anni intraprese la carriera di uomo d'armi recandosi a Roma, dove, grazie ai buoni uffici di Niccolò Doria, entrò a far parte delle guardie del Papa, al servizio di Innocenzo III; prestò poi i suoi servigi a Ferdinando Duca di Calabria nella sfortunata campagna contro Ludovico il Moro e Carlo VIII.
In seguito Doria partì per i Luoghi Santi, ritornato dai quali passò agli ordini del prefetto di Roma Giovani della Rovere, partigiano del re di Francia.
Rientrato finalmente a Genova, nel 1503 gli venne affidato il comando delle forze impegnate nella repressione della rivolta della Corsica, impresa che portò a termine con pugno di ferro.
Nel 1506, a seguito della ribellione del popolo genovese contro la nobiltà, Luigi XII re di Francia si impadronì della città arroccando le proprie truppe nel castello detto La Briglia, presso la Lanterna. Nel 1512 i genovesi ripreso il possesso delle loro mura ponendo l'assedio alla Briglia. Qui si distinse Andrea Doria impadronendosi di una nave francese che era riuscita a raggiungere il castello per portarvi rifornimenti. Durante lo scontro Andrea fu gravemente ferito, colpito al petto da una scheggia e ritenuto morto per alcune ore.
Ripresosi dalle ferite, il successo del colpo di mano gli fece guadagnare il grado di Capitano delle Galere. Sopraggiunto poi lo scontro fra i Fregoso da una parte ed i Fieschi e gli Adorno dall'altra, risoltosi a favore degli ultimi, Niccolò Doria capitano generale ed Andrea prefetto delle galere, evitate le forze francesi, condusse le loro navi a La Spezia. Dopo la sconfitta francese di Novara, fu eletto doge Ottavio Fregoso.
Andrea prese allora parte, al comando delle galere genovesi, alla campagna condotta contro i Turchi dal Papa, alleato con i principi cristiani. Aveva il comando generale della Flotta Federico Fregoso, fratello del doge e arcivescovo di Palermo. Andrea dette cosi buone prove, a differenza dell'inettitudine dimostrata dal Fregoso, che questi, invidioso, gli tolse il comando.
Allora gli amici di Andrea armarono quattro galere e gliene afiidarono il comando (1517). Con esse Andrea incontrò presso Pianosa otto fuste ed una galera del corsaro Gaddali e, sostenuto validamente da Filippino Doria, suo nipote, dopo un combattimento sanguinoso nel quale persero la vita 400 genovesi e lo stesso Andrea fu ferito, prese Gaddali con sette dei suoi legni.

Caduta Genova sotto il dominio spagnolo (2 giugno 1522), Andrea Doria si pose al servizio di Francesco I re di Francia. Nel 1524, dopo aver collaborato alla difesa di Marsiglia, si impadroni di Savona e Varazze riuscendo, nei pressi di quesfultima citta, a far prigioniero Don Hugo de Moncada, vicerè di Sicilia, e a distruggerne la flotta.
Dopo la sconiitta di Francesco I a Pavia (24 febbraio 1525) Andrea Doria rimase ancora per qualche mese al servizio della Francia dopo di che, a causa degli intrighi di corte a suo danno, passò al servizio del pontefice Clemente VII che gli affidò otto galere e un brigantino e gli conferì il titolo di ammiraglio.
Al suo servizio, Andrea prese agli Spagnoli La Spezia e Portofino. Dopo uno scontro con una flotta spagnola nelle acque fra la Corsica e Genova, appreso del sacco di Roma e dell'imprigionamento del Papa, effettuò con Filippino Doria un vano tentativo per liberarlo.
Ritornò allora al servizio di Francesco I. Il 19 agosto 1527 Genova, attaccata da terra dal maresciallo Lautrec e da Andrea Doria dal mare, si arrese e gli Spagnoli ne furono scacciati. Il 28 aprile 1528 Filippino Doria riportò la celebre vittoria di Capo d'Orso dove la flotta spagnola fu distrutta ed ucciso lo stesso Don Hugo de Moncada.
Intanto Andrea Doria era ai ferri corti col re di Francia col quale nel giugno 1528 scadeva il suo impegno. Amareggiato dall'invidia dei cortigiani ed anche per questioni di danaro, si decise a passare al servizio di Carlo V chiamando con sè anche Filippino e catturando navi francesi, per rifarsi dei suoi crediti, prima di ritirarsi a La Spezia.
 Andrea Doria Il 10 settembre 1528, con Filippino, attacco Genova scacciandone i Francesi ed impadronendosi della città. Il 21 ottobre conquistò Savona. Carlo V voleva farlo sovrano di Genova ma egli rifiuto e fu nominato dal popolo a censore a vita e Padre della Patria.
Il re di Spagna lo insignì dell'ordine del Toson d'Oro e del ducato di Melii.
Nel periodo di pace (1529-1535) fra Carlo V e il re di Francia, Andrea Doria si dedicò alla lotta contro i pirati di Barbarossa (Khair ad-Din) beylerbey d'Algeri. Nel 1532, con 40 galere, passò in Levante e catturò Corone, Patrasso e i due castelli all'entrata del golfo di Lepanto.
Nello stesso anno, dopo una incursione sulle coste italiane, il Barbarossa si era impadronito di Tunisi. Carlo V decise una spedizione per la riconquista di quella città e il 13 giugno 1535 partì da Cagliari, al comando di Andrea Doria e con a bordo lo stesso Carlo V una flotta di 300 navi con 30.000 uomini di truppe da sbarco.
Per la fine di luglio Tunisi era presa ma il Barbarossa era riuscito a fuggire ad Algeri.
Sbarcato Carlo V a Napoli, la spedizione si sciolse. Intanto Francesco I aveva fatto alleanza coi Turchi e Carlo V nel 1536 riprese l'offensiva.
Andrea Doria, per mare, si impadroni di Tolone e Frèjus.
Dopo l'incontro di Aigues-Mortes fra Carlo V e Francesco I (luglio 1538) che portò alla firma di una tregua di 10 anni, l'imperatore intavolò segrete trattative con Khair ad-Din. Purtroppo, il 27 settembre dello stesso anno la flotta della Lega Cristiana, al comando di Andrea Doria, attaccata senza troppa decisione dallo stesso Barbarossa nelle acque di Prèvesa, volse disordinatamente in fuga. Non sarebbe giusto, tuttavia, attribuire tutta la responsabilita di quell'infausta giomata ad Andrea Doria, che, forse, agì secondo ordini di Carlo V. Nel 1540, conclusa la pace tra Venezia ed i Turchi, Andrea Doria ebbe ordine di ricercare e battere il corsaro Dragut che aveva saccheggiato le coste della Spagna e dell'Italia.
Appresane la presenza in Corsica, gli inviò contro alcune galere con Giannettino Doria il quale potè catturare Dragut, condurlo a Genova e porlo al remo sulle galere. Nel 1541, saputa la presenza di Barbarossa sul Danubio a sostegno dell'avanzata di Solimano, Carlo V decise di attaccare Algeri, contro il parere di Andrea Doria che lo sconsigliava essendo la stagione già troppo avanzata (si era in ottobre). Dopo una navigazione tormentata dal cattivo tempo, il 20 ottobre la flotta fu in vista di Algeri ma una tempesta, appena sbarcata la fanteria, distrusse la maggior parte delle navi. Il Doria non si allontanò, ma, portatosi presso il Capo Matifou, imbarco quella parte dell'esercito che era sfuggita agli Algerini e, con essi e l'Imperatore, raggiunse Cartagena quando ormai in Europa si era sparsa la voce della loro morte.
Nel 1542 Francesco I, alleatosi nuovamente con Solimano, ruppe la tregua di Aigues-Mortes e riprese le ostilità. Nel maggio 1543 Barbarossa parti dal Bosforo con 110 galere e 15.000 soldati e si riunì a Marsiglia alla flotta del re di Francia. Appreso che il turco aveva assediato la cittadella di Nizza dopo aver messo la città a ferro e fuoco, Andrea Doria, che si trovava in Spagna, si portò in aiuto agli assediati ed ebbe la soddisfazione di vedere ritirarsi Barbarossa. Il 18 settembre 1544 la quarta guerra fra Francesco I e Carlo V ebbe termine e Barbarossa si ritiro senza più prendere il mare a causa della tarda età, dopo aver riscattato Dragut dalle galere del Doria.
Nella notte del 2 gennaio 1547, Giannettino Doria fu ucciso dai congiurati dei Fieschi. Annegato Gian Luigi Fieschi mentre cercava di salire su una sua galera, Andrea Doria represse la congiura nel sangue, infierendo senza pietà sui partigiani dei Fieschi per vendicare la morte di Giannettino al quale era particolarmente affezionato.
Nel 1549 Andrea combattè ancora Dragut, favorito del re di Francia Enrico Il. Dopo vari inutili inseguimenti, nel 1551 il Doria, con 54 galere comprese quelle toscane, pontificie e maltesi, riuscì a bloccare Dragut fra la terraferma e l'isola di Djerba, ma il corsaro, con abile manovra, riuscì a sfuggirgli.
Andrea Doria si battè ancora con i Turchi nel Tirreno; nel 1554 partecipo con 30 galere all'assedio di San Fiorenzo e di Corte in Corsica, costringendo i Francesi alla resa. Ma ormai la sua carriera volgeva al termine e le squadre genovesi erano comandate sempre piu spesso da Gian Andrea Doria, figlio di Giannettino, che si interessava sempre più anche del governo della repubblica. Il 25 novembre 1560, a 94 anni, Andrea Doria si spegneva, fra il cordoglio dei suoi concittadini.


Drake, Sir Francis

Sir Francis Drake

Ammiraglio e corsaro inglese, nato nel 1540 a Tavistock, morto in mare il 27 gennaio 1596.
Sir Francis Drake nacque, come molti altri grandi uomini di mare inglesi, nel Devonshire. Il padre era un fanatico predicatore protestante che istigò nel figlio il proprio odio personale contro il cattolicesimo romano. Sebbene la famiglia di Drake fosse povera, Francis era imparentato con i famosi Hawkins di Plymouth, per cui condusse le proprie prime esperienze marinare a bordo di una delle unità di quegli armatori.
Nel 1567 prese parte al secondo viaggio di John Hawkins per vendere schiavi nelle colonie spagnole in America; un viaggio che si risolse in un disastro dopo un attacco a sorpresa subito dal convoglio inglese al1'isola di San Juan de Uhia.
Drake, sulla Judith, si allontanò senza danni ed in seguito Hawkins lo accusò di vigliaccheria, ma la lite non dovette essere delle più gravi dal momento che i due continuarono ad essere amici.
Negli anni immediatamente successivi, Drake si prese una larga rivincita con una serie di scorrerie contro gli Spagnoli delle Indie Occidentali, nel corso dei quali dimostrò grande coraggio e rapidità nelle decisioni, operando col segreto appoggio del Governo britannico. Condottiero eccezionalmente capace nelle operazioni a vasto raggio, era ammirato dai suoi uomini e temuto dagli Spagnoli, che lo ribattezzarono El Draque (il drago).
Dopo alcuni anni vissuti pacificamente nella sua tenuta nel Devonshire (acquistata coi profitti delle scorrerie), Drake salpò, sul finire del 1577, per il piu famoso viaggio della storia inglese, nel corso del quale circumnavigò il globo, a bordo della Golden Hind (originariamente battezzata Pelican).
Solo Magellano, in precedenza, era riuscito in quest'impresa. Gli scopi precisi del viaggio non furono mai chiariti: Drake viaggiò con ordini sigillati e durante la sua esplorazione delle coste di quella che oggi è la California potrebbe aver tentato di scoprire lo sbocco occidentale del tanto sospirato Passaggio a Nord-Ovest, che Martin Frobisher stava cercando sulla costa opposta del continente americano in quello stesso periodo.

Golden hind

Ad ogni modo, avendo in precedenza saccheggiato le ignare colonie spagnole lungo le coste del Pacifico meridionale e del Centroamerica (mai navi inglesi erano giunte sin là), si spinse verso Nord sino all'Oregon, ancorandosi poi in una baia nei pressi dell'attuale San Francisco per rifornire le stive e prendere possesso della zona in nome della regina Elisabetta.
Attraversò l'immenso Pacifico senza incidenti, sebbene la maggior parte dei suoi uomini fossero esausti e malati: tuttavia essi non furono costretti, a differenza di quanto era capitato alla spedizione di Magellano, a mangiarsi il cuoio degli stivali. Nelle favolose Isole delle Spezie (Molucche) stipulo un accordo commerciale con il sultano locale ricavandone sei tonnellate di chiodi di garofano.
Mentre la Golden Hind viaggiava attraverso le pericolose secche e le isole sparse nell'Oceano Indiano, finì contro uno scoglio; gli uomini, perdendosi d'animo, si inginocchiarono sul ponte in attesa della fine ma Drake fece loro notare che, sebbene la preghiera fosse un'ottima cosa, Dio si sarebbe certamente aspettato da loro che ricorressero a qualsiasi altro sistema per salvarsi. Quindi ordinò che metà dei preziosi chiodi di garofano fossero gettati in mare: il vento, che aveva spinto la nave contro lo scoglio, mutò improvvisamente direzione e fu possibile riprendere la navigazione. Nel settembre 1580, la Golden Hind attraccava nel porto di Plymouth dal quale era salpata circa tre anni prima.

Nel 1587 la Spagna allestiva l'Armada destinata ad invadere l'Inghilterra. Drake rinunciò alla tattica preferita, consistente nell'attaccare gli Spagnoli nelle Indie Occidentali, e guidò una flotta contro Cadice. Trascurando sfacciatamente tutti i dettami della guerra navale tradizionale, guidò le sue navi direttamente all'interno del porto, distrusse da 25 a 30 unita onerarie alla fonda e si ritirò senza patire darmi ad opera delle batterie costiere. Quest'impresa, descritta da Drake con inconsueta modestia, come una bruciacchiatura sulla barba del re di Spagna, ritardò la spedizione dell'Armada di circa un anno e, con la distruzione di materiali insostituibili, ne compromise l'efficienza.
Un famoso aneddoto vuole che quando la lnvencible Armada apparve al largo delle coste inglesi sulla Manica, nel 1588, Drake abbia insistito per terminare a tutti i costi una partita a bocce prima di muoversi contro gli Spagnoli.
Dal momento che la rapidità costituiva un fattore essenziale a quei tempi la cosa pare inverosimile, ma proverebbe l'immensa flducia che Drake riponeva nelle proprie capacità. La flotta inglese, uscita a tutta velocità, era comandata, come imponeva la tradizione, da un aristocratico, Charles Howard conte di Eflingham e Nottingham, ma Drake era comandante in seconda. Durante il combattimento nella Manica, protrattosi una settimana, Drake disorientò la sua stessa squadra, rompendo la formazione una notte allo scopo di controllare la nazionalità di una nave in transito.
Quando rientrò nei ranghi, il giorno seguente, portava con sè un ricco bottino, tanto da far dire che gli stesse più a cuore il tornaconto personale che non la sconfitta del nemico.
D'altra parte il pù accanito di questi suoi critici, Martin Frobisher, lo odiava come un rivale, e il Lord Ammiraglio Howard encomiò Drake per il comportamento durante la battaglia.
La mossa successiva consistè nella prevenzione di un secondo tentativo d'invasione da parte della Spagna e Drake guidò una grossa formazione contro la Spagna settentrionale e Lisbona con l'incarico di distruggere la maggior quantita di naviglio avversario possibile e causare quanti più danni fosse stato capace di fare. La spedizione fu un fallimento e quantunque non tutta la colpa fosse da addebitare a Drake, la sua reputazione ne usci scossa.
Nel 1595, la regina concesse il suo benestare per un nuovo attacco alle Indie Occidentali spagnole. Drake condivideva il comando con l'anziano e prudentissimo Hawkins: uno strano binomio.
Gli Spagnoli avevano capito la lezione che Drake aveva loro impartito nel 1578. Le città che erano state un tempo saccheggiate con facilità erano stavolta ben difese ed una flotta da guerra spagnola pattugliava i Caraibi. La spedizione fu un disastro. Prima morì Hawkins e Drake, sconfortato per la malasorte, si ammalò della febbre che aveva decimato i suoi uomini.
Morì il 27 gennaio 1596 e fu sepolto, giustamente, in mare.


Duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia

Luigi Amedeo di Savoia

Marinaio ed esploratore italiano, nato a Madrid nel 1873, morto in Somalia, Viallaggio Duca degli Abruzzi, nel 1933.
Luigi Amedeo nasce a Madrid il 29 gennaio 1873, terzogenito di Amedeo Ferdinando Maria di Savoia, da due anni re di Spagna, e di Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, fratello minore di Emanuele Filiberto e Vittorio Emanuele.
Essendo il primo figlio maschio nato dopo l'ascesa al trono del padre, viene investito del titolo di Infante, ma la sua nascita avviene in un momento critico per il regno di Spagna, in una situazione di massima insicurezza, con il paese sul punto di esplodere. La solenne cerimonia del suo battesimo è in effetti l'ultimo evento ufficiale a cui Amedeo I presenzia nel ruolo di re di Spagna: l'11 febbraio, quando il figlio neonato ha solo quattordici giorni di vita, pone fine al suo regno breve e tormentato con la propria abdicazione.
La famiglia rientra quindi a Torino e si stabilisce nel palazzo Cisterna. Luigi ha poco più di tre anni e mezzo quando nel novembre 1876 muore, a soli trent'anni, la madre Maria Vittoria, di salute cagionevole. E ne ha appena sei e mezzo quando nell'agosto 1879 viene arruolato come mozzo nella Regia Marina, per ricevere un'educazione militare, come da tradizione per i principi della casa reale, destinati a ricoprire alti gradi nelle forze armate.

Amerigo Vespucci

A quindici anni diviene allievo di prima classe della Regia Accademia Navale di Livorno e si imbarca a bordo della fregata Vittorio Emanuele, dimostrandosi un buon allievo. Nel luglio 1889, a soli sedici anni, viene nominato guardiamarina nel Corpo dello Stato Maggiore generale della Regia Marina e si imbarca sul brigantino Amerigo Vespucci, con cui compie la sua prima navigazione intorno al mondo.
La prima impresa che lo rese celebre come esploratore e sportivo fu la scalata del monte Sant'Elia, in Alaska, nel 1897, durante la quale furono determinate l'origine geologica del rilievo e l'altezza della cima.
La sua spedizione più famosa fu senz'altro il tentativo, al comando della Stella Po1are, di raggiungere il Polo Nord.
Ricca di episodi drammatici la spedizione si chiuse con un parziale successo, in quanto il capitano Umberto Cagni , al comando di una pattuglia, giunse sino a 86° e 33' di latitudine Nord, punto leggermente piu vicino al Polo di quello raggiunto precedentemente da Nansen.
Successivamente organizzò viaggi, scalate ed esplorazioni scientifiche al Ruwenzori, in Africa, e nell'Himalaya. Durante la guerra italo-turca (1911-1912) partecipò alla campagna di Tripolitania col grado di Contrammiraglio.
Nel primo conflitto mondiale ebbe per due anni il comando delle forze navali. Dopo la guerra fu al comando della squadra dell'Adriatico.
Gli ultimi anni della sua vita furono dedicati a1l'esplorazione e alla colonizzazione della Somalia, ove organizzò una grande azienda agricola sul corso inferiore dello Uebi Scebeli, dove il primo nucleo abitato fu chiamato in suo onore Villaggio Duca degli Abruzzi.