Storia dei Mari
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Alberto I di Monaco

Alberto I di Monaco

Principe di Monaco e celebre oceanografo, nato il 13 novembre 1848 e morto i1 27 giugno del 1922.
In gioventù servì nella Marina Militare spagnola ove raggiunse il grado di Capitano di Vascello. Partecipò successivamente come Ufficiale della Marina francese alla guerra franco-prussiana del 1870-71.
Si dedicò con grande passione e larghezza di mezzi agli studi scientifici, in particolare all'oceanografia, organizzando importanti crociere con i suoi panfili Princesse Alice e Hirondelle trasformati in navi oceanografiche.
In particolare furono importanti i suoi studi e i suoi rilevamenti sulle correnti marine, specialmente sulla Corrente del Golfo e sulla fauna e sulla flora oceaniche: a lui e ai suoi viaggi si deve la scoperta di numerose nuove specie. Fondò l'Istituto di Paleontologia Umana di Parigi e soprattutto l'Istituto e Museo Oceanografico di Monaco, la cui importanza nel campo delle ricerche oceanografiche e andata sempre crescendo.
Oltre ad aver scritto numerose monografie scientifiche, diresse nel 1905 i rilevamenti, effettuati a sue spese, per la prima carta batimetrica degli oceani.


Albuquerque, Afonso de

Afonso de Albuquerque

Celebre ammiraglio e conquistatore portoghese, detto il Grande o il Marte portoghese, nato nel 1453 a Alhandra, presso Lisbona, morto nel 1515 a Gôa, in India.
Nel 1509 fu nominato dal re Emanuele II Vicerè delle Indie, al posto di Francisco de Almeida , il quale tuttavia rifiutò di cedergli la carica ed il comando e lo rinchiuse per tre mesi nella fortezza di Cananor, nel Malabar.
Liberato, prese possesso della sua carica e tentò di conquistare Calicut, senza riuscirvi. Si impossessò tuttavia di Gôa (1510) che divenne la capitale delle Indie portoghesi.
Conquistò l`intera Isola di Ceylon e Malacca (Singapore), conquista che gli assicurò la sottomissione di numerose isole malesi, tra cui Giava e Sumatra.
Nel 1513 bombardò Aden ed entrò, primo europeo alla testa di una flotta da guerra, nel Mar Rosso.
Prese contatti per un'alleanza con il Negus d`Abissinia, formulando l'ambizioso progetto di deviare il corso del Nilo verso il Mar Rosso, allo scopo di annullare la concorrenza commerciale di Suez ai porti indiani controllati dai Portoghesi.
Se non il più grande, Afonso de Albuquerque fu certo tra i maggiori fondatori della potenza coloniale portoghese, avendone non solo estesi i possedimenti in Oriente, ma soprattutto consolidandoli con una esemplare amministrazione.
Lasciò un figlio naturale, Blas de Albuquerque, che ne raccontò la vita nell'opera Commentaris do grande Afonso de Albuquerque.


Alì Amet

Famoso pirata arabo e vicerè di Algeri.
Nel 1540 con un colpo di mano saccheggiò Gibilterra, ma sulla via del ritorno fu sorpreso da una flotta spagnola al comando di Bernardino de Mendoza.
La battaglia, svoltasi presso l'isola di Alboran, segnò la sconfitta della potenza dei pirati nordafricani; morirono infatti in combattimento Ali Amet e il suo luogotemente Caramami.


Almeida, Francisco de

Francisco de Almeida

Don Francisco de Almeida, conosciuto anche come il Grande Don Francisco, nato a Lisbona nel 1540, morto nei pressi di Capo Buona Speranza il 1 marzo 1510.
Navigatore portoghese del secolo XIV, primo vicerè delle Indie portoghesi.
Dopo essersi distinto nelle battaglie contro i Mori nel 1492, alla riconquista del Regno di Granada, Almeida fu nominato nel 1503 vicerè delle Indie al posto di Tristão da Cunha , al quale si era pensato inizialmente, a causa della cecità che aveva colpito quest'ultimo.
Stabilì la sede del suo governo a Cochin, in India, e costruì una fortezza sulla costa africana presso Zanzibar, organizzando il servizio di pilotaggio portoghese nell'Oceano Indiano e si impossessò dell'Isola di Ceylon.
Grazie a queste ed altre imprese ad Almeida viene ad oggi riconosciuto il merito di avere stabilito l'egemonia portoghese nell'Oceano Indiano.
Quando il re inviò a sostituirlo Afonso de Albuquerque , Almeida resistette, non volendo cedere il comando ed anzi imprigionò Albuquerque.
Liberato questi da una nuova flotta giunta dal Portogallo, Almeida intraprese il viaggio di ritorno in patria, durante il quale, nel 1510, fu ucciso insieme a 65 dei suoi uomini in un combattimento contro i Cafri, presso il capo di Buona Speranza.


Alvarado, Pedro de

Pedro de Alvarado y Contreras

Conquistador spagnolo del secolo XVI, nato a Badajoz nel 1485, morto a Guadalajara (Messico) nel 1541.
Partito dalla Spagna nel 1510, partecipò, l'anno seguente alla conquista di Cuba. Nel 1518 aveva il comando di una nave della spedizione che agli ordini di J. de Grijalva scoprì le coste dello Yucatan e del Messico.
Partecipò quindi alla spedizione che conquistò il Messico, come luogotenente di Cortès, distinguendosi per il suo coraggio e per la sua crudeltà.
Fu infatti il principale responsabile dell'uccisione di Montezuma.
Nel 1524 fondò la città di Guatemala, di cui fu nominato governatore. Effettuò numerose conquiste nell'America centrale, fondando diverse città.
Tornato in Spagna nel 1538, ottenne di partire alla scoperta di nuove terre nel Sud del Pacifico. Partito a questo scopo nel 1541 dovette però accorrere in Messico ove divampava una rivolta di Indios.
Ferito nell'assalto di Nochistàn, morì poco dopo a Guadalajara dove era stato trasportato.


Amundsen, Roald

Roald Amundsen

Esploratore norvegese, nato a Borge il 16 luglio 1872, scomparso tra i ghiacci dell' Artico nel giugno del 1928.
Fu uno dei più celebri esploratori polari, non soltanto per le sue imprese, ma anche per le sue qualità e le doti morali.
Dopo aver partecipato giovanissimo ad alcune spedizioni antartiche, nel 1903, a bordo di una goletta da pesca, il Gjöa, di sole 47 tonnellate, percorse il passaggio di Nordovest dall'Atlantico al Pacifico, ossia in senso inverso alla rotta tenuta da Mc Clure nel 1853.
Lo scopo della spedizione era di giungere al Polo Nord magnetico per effettuarvi importanti osservazioni. La spedizione, partita il 16 luglio 1903 da Kristiania (Oslo), giunse a Nome, in Alaska, il 4 settembre 1906, dopo aver superato grandi pericoli durante i tre inverni passati in quelle regioni inospitali (durante il primo inverno trascorso in una piccola insenatura della Terra dell'Imperatore Guglielmo la temperatura scese sino a 61° sotto zero).
Aveva tuttavia raccolto una importantissima e ampia documentazione di storia naturale, che costituiva un vero e proprio tesoro scientifico. Anche le osservaziorni e misurazioni magnetiche e meteorologiche effettuate erano di estrema importanza. Questa impresa diede grande fama ad Amundsen, non solo presso gli scienziati, ma anche presso il grande pubblico di ogni Paese.
Tuttavia il suo sogno restava la conquista del Polo Nord.
La notizia del successo di Peary in questa impresa raggiunse Amundsen a bordo del Fram, la nave di Nansen, con la quale stava per effettuare in senso inverso il proprio viaggio precedente e appunto tentare di raggiungere via mare il Polo Artico. La notizia ricevuta gli fece prendere la decisione di dirigersi invece al Polo Sud, per raggiungere una meta non ancora conquistata da altri.
Posto un campo base nella Baia della Balena, sulla Barriera di Ross, a 78°30' di latitudine Sud, il 30 ottobre 1911 Amundsen si mise in marcia verso il Polo, con cinque compagni.
Dopo circa 1400 km di cammino difficile e penoso, giunsero infine al Polo Sud il 14 dicembre 1911.
Ma anche questo successo non soddisfece completamente Amundsen che desiderava raggiungere a tutti i costi quel Polo Nord che gli era sfuggito. Dopo numerosi tentativi via mare e con idrovolanti, raggiunse finalmente la meta sospirata il 12 maggio 1926, con il dirigibile Norge, che era l' N-1 della Marina italiana acquistato dall'Aero Club di Norvegia e comandato dal colonnello Nobile.
Il 18 giugno 1928, Amundsen decollava da Tromsø, per accorrere in aiuto dei superstiti del disastro della spedizione polare di Nobile con il dirigibile Italia. Non si seppe più nulla della sorte toccata all'intrepido esploratore ed al suo compagno; un peschereccio norvegese raccolse i galleggianti del loro idrovolante nei pressi dell'Isola dell'Orso.


Anschütz-Kaempfe, Hermann

Scienziato tedesco, nato a Zweibrücken nel 1872 e morto a Monaco di Baviera nel 1931.
Nel 1901, durante un viaggio alle Spitzbergen per preparare un'esplorazione sottomarina verso il Polo Nord, provò l'impossibilità di utilizzare una normale bussola magnetica a bordo di un sommergibile.
Questa osservazione lo condusse dopo lunghi studi all'invenzione della bussola giroscopica, il cui primo modello fu sperimentato da Anschütz-Kaempfe, nel 1909 a bordo della corazzata Deutschland.