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Sei in invertebrati superiori:le stelle marine. Vedi anche in questa categoria:
i Cefalopodi|i Molluschi|le conchiglie|le Gorgonie|
Le stelle marine

Le Stelle di mare, phylum Echinodermi classe Asteroidei,
Pteraster obscurusPteraster obscurus
devono il nome proprio alla loro caratteristica forma stellata del corpo, assunta dalla maggior parte delle specie, essendo alcune tozze e pentagonali; infatti dalla regione centrale dipartono varie braccia, in genere in numero di cinque, ma a volte più numerose sino ad un massimo di una cinquantina. Esistono specie di taglia ridotta, altre di notevoli dimensioni, potendo infatti raggiungere un diametro massimo di circa un metro. Generalmente hanno colorazioni vistose , rosse, verdi , azzurre o gialle, che conferiscono all’animale un aspetto molto decorativo. Le Stelle marine sono diffuse in tutti i mari del mondo, dalla superficie sino alle acque abissali. Conducono una vita bentonica, vale a dire strettamente legata al substrato, si possono trovare nel fango, nella sabbia, nelle praterie di alghe o sulle roccie, dove si muovono grazie ai pedicelli ambulacrali, alla ricerca di cibo, in massima parte costituito da detriti organici, la cui presenza è avvertita a distanza grazie a dei recettori chimici di cui sono provviste.
Crossaster papposusCrossaster papposus
Si nutrono anche di animali vivi, quali crostacei, ricci di mare, molluschi e spugne. Ad esempio alcune specie provviste di braccia molto flessibili bloccano il guscio del mollusco esteroflettendo su di esso una porzione dello stomaco che produce succhi digestivi; successivamente ingeriscono la preda espellendo le valve della conchiglia. In altre specie la stella blocca entrambe le valve della conchiglia e, con una forza prolungata e continua riesce ad aprirle sino a riuscire a succhiarne le parti molli con la bocca assai dilatabile. Le stelle che vivono sui fondali fangosi e sabbiosi si nutrono in genere delle particelle organiche presenti sul fondo. Caratteristico di questi animali è il fototropismo negativo, che si rileva in quasi tutte le specie: sfuggono la luce e perciò si possono trovare più facilmente nelle zone d'ombra. L'intensità luminosa dell'ambiente viene valutata grazie a degli organi di senso posti all'apice delle braccia




Le acque del Mediterraneo ospitano numerose specie di Stelle, e in questa sede ne verranno illustrate alcune. Uno dei generi più numerosi è l'Astropecten, comuni su fondali fangosi e sabbiosi e nelle praterie di Posidonia oltre i 10-15 metri di profondità . L'Astropecten aranciacus ha il dorso di un colore rosso-bruno tendente all'arancione, mentre il lato orale è biancastro, le dimensioni massime si aggirano sui 55 cm. di diametro. Sempre nei fondali sabbiosi e sabbiosi vive la Luidia ciliaris che può superare i 60 cm. di diametro. Di colore rosso mattone o tendente all'arancio sul dorso, di colore giallognolo nella parte inferiore, è dotata di sette braccia molto fragili. L'Echinaster sepositus è una stella rossa frequente sulle rocce e nelle praterie di Posidonia, rivestita di piccoli aculei e raggiunge la taglia massima di circa 30 cm.. Nei litorali rocciosi è comune l'Ophidiaster ophidianus, taglia massima circa 35 cm., deve il suo nome latino alla caratteristica forma cilindrica delle braccia. La grande Marthasterias glacialis ha un corpo assai robusto che può raggiungere i 60-70 cm. di diametro nel Mediterraneo e 1 metro nelle acque dell'Oceano Atlantico. Le sue cinque braccia sono ricoperte da forti aculei, il colore è verde-bruno che diventa giallognolo negli esemplari che vivono a profondità maggiori. Si trovano sia su fondali rocciosi che fangosi, da pochi centimetri a varie decine di metri di profondità .
Spatangus purpureusSpatangus purpureus.
Sui fondali rocciosi e in acque basse vive la Coscinasterias tenuispina, dagli aculei sottili e relativamente lunghi che ricoprono le braccia. La colorazione è normalmente bruno-ruggine, disuniforme. In questa stella è particolarmente evidente il fenomeno della rigenerazione delle parti corporee accidentalmente amputate: si possono infatti trovare esemplari con con un numero variabile di braccia, sino ad una decina, alcune delle quali più piccole essendo ancora in fase di rigenerazione.
La piccola Sclerasterias richardi, 5 cm. al massimo, è fornita di sei braccia di dimensioni varie, il corpo è molto duro e ricco di corti aculei, il colore è bruno. Una stella marina luminescente è la Brisingella coronata, che vive in acque profonde su fondali sabbiosi e fangosi, dove si nutre di minuscoli organismi, Foraminiferi. Il corpo è composto da un disco centrale tondeggiane dal quale si dipartono le lunghe e sottili braccia, molto fragili, che sono in numero variabile sino a circa 12 ed oltre. Ad oltre 30 metri di profondità vive l'Anseropoda placenta. E' estremamente appiattita, di forma pentagonale con larghe e corte braccia miunite di piccoli aculei. Questa stella è di colore rossiccio sul dorso e giallo-brunastra nella partre inferiore. L'Asterina gibbosa, è una piccola stella, massimo 6 cm., che vive generalmente in acque superficiali, sotto i massi, sulla sabbia o nelle praterie di Posidonia. Il colore è giallastro tendente al verde o al rosso.



Ophiura
Le Stelle fini, (phylum Echinodermi classe Ofiuroidei), comunemente dette Ofiure, sono ampiamente diffuse in tutti i mari del globo,dalle acque di superficie sino alle profondità abissali. Il loro corpo è costituito da una porzione centrale e dalle ben distinte braccia che da esso dipartono. Queste, che possono essere sia semplici che ramificate, assolvono alla funzione locomotoria tramite movimenti serpentini. La colorazione è generalmente poco appariscente e mimetica con il substrato sul quale vivono, ma a volte è viva e a disegni contrastanti di vario colore: azzurro, giallo, rosso, ecc. La variabilità della livrea si riscontra spesso anche nell'ambito di una stessa specie. Come le stelle marine sfuggono la luce e si trovano facilmente nelle zone ombrose, sotto le pietre e negli anfratti delle rocce; alcune specie vivono sepolte nei substrati mobili.
L'attività è massima nelle ore notturne, quando con notevole agilità si muovono nel loro ambiente naturale. L'alimentazione è data in genere da organismi animali sia morti che vivi, quali molluschi, crostacei, vermi ed altri piccoli invertebrati marini che portano all'apertura boccale con l'ausilio delle braccia. Gli Ofiuroidei molto ramificati catturano anche gli organismi planctonici che incappano nelle loro braccia. Varie specie vivono come inquilini o commensali di altri animali, quali spugne, Crinoidei e Cnidari. Nemici delle stelle fini sono alcune specie di pesci, ad esempio le Sogliole o i Balistidi.



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