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Il Plancton  pagg. 1 2 3

L' Oloplancton
Abbiamo detto che appartengono all'oloplancton gli organismi che compiono tutto il loro ciclo vitale nell'ambiente pelagico e che possiamo distinguere ulteriormente un protozooplancton, composto da microscopici animali unicellulari eterotrofi e un metazooplancton, composto da organismi pluricellulari animali.
Tra i gruppi principali che compongono il protozooplancton ritroviamo:

I Protisti: animali unicellulari tra i più comuni e abbondanti nel plancton. Essi sono grandi consumatori di piccoli organismi, quali i batteri, non direttamente utilizzabili da altre specie dello zooplancton. I protisti sono consumati dagli organismi dello zooplancton più grandi e sono quindi il maggior legame tra le forme microbiche e il resto della catena alimentare planctonica.

I Ciliati, membri del phylum Ciliophora, sono ubiquitari nel plancton e spesso molto abbondanti. Sono di forma allungata e spesso ricoperti da fila di ciglia che, con il loro movimento coordinato, spingono l'acqua e ne permette il movimento. I ciliati hanno una apertura orale circondata da ciglia che muovono particelle di cibo verso il corpo dove esse vengono inglobate da vacuoli alimentari e digeriti. Si cibano di batteri e fitoplancton. Alcune specie si cibano di fitoplancton ma ne trattengono i cloroplasti, che rimangono funzionali all'interno del ciliato.

I Foraminiferi sono comuni attraverso tutti gli oceani. Le loro dimensioni variano da meno di 1 mm a pochi millimetri; normalmente secretano uno scheletro esterno di carbonato di calcio, diviso in camere. Il citoplasma occupa le camere e fuoriesce da perforazioni nella conchiglia a formare pseudopodi contrattili che servono alla cattura di fitoplancton e batteri. Le specie che vivono alle alte latitudini (acque fredde, più dense) hanno forma normalmente semplice, una spirale formata da un insieme di camere sferiche, le forme che vivono a basse latitudini (acque più calde e meno dense) hanno spesso elaborate sculture con spine. La riproduzione generalmente prevede diversi cicli di divisione asessuale delle cellule, alternate con un ciclo di formazione di gameti. Alcune specie tropicali hanno alghe intracellulari simbionti, che contribuiscono alla digestione del cibo. I Foraminiferi sono abbondanti nelle acque aperte e certe specie sono buone indicatrici delle diverse masse d'acqua. I Foraminiferi, quando muoiono, affondano in gran numero sui fondali e, a profondità superiori ai 2000 m, dove il carbonato di calcio non si dissolve, danno luogo a sedimenti profondi noti con il nome di "fanghi a Globigerina", dal nome di un genere di Foraminiferi molto comune. Il 35% degli oceani del mondo sono coperti da questi "fanghi" e il materiale usato per costruire le grandi piramidi d'Egitto fu estratto da depositi di calcare costituiti da gusci di un foraminifero del Terziario inferiore.


Scheletri di foraminiferi - fonte: Wikipedia -


I Radiolari hanno dimensioni che variano da meno di 50 µm fino a pochi millimetri e forme coloniali che possono arrivare fino a diversi centimetri.
 
Sono comuni, specialmente nelle acque tropicali pelagiche. Una membrana di pseudochitina separa il corpo in una capsula centrale e un citoplasma extracellulare, la calimma. Dritti e rigidi pseudopodi (axopodi) si irradiano dalla capsula centrale. Lo scheletro silicico e normalmente una combinazione di spine radiali e di sfere che producono un complesso di grande bellezza. Sebbene spine ed aculei siano un buon meccanismo di difesa contro i predatori, esse aumentano la superficie del corpo dell'animale, rallentandone l'affondamento nella colonna d'acqua. I Radiolari mangiano molto attivamente, e alcune specie hanno delle alghe simbionti, le zooxantelle, all'interno della calimma Anche i Radiolari sono molto abbondanti e in alcuni mari la loro forte sedimentazione produce dei veri e propri fondi a Radiolari.


All'interno del gruppo del metazooplancton ritroviamo:

Celenterati o Cnidari:
Chironex sp.
da ricordare in questo phylum gli Scifozoi e gli Idrozoi Sifonofori.
Le meduse vere e proprie (classe Scifozoi) si muovono nell'ambiente acquatico attraverso la ritmica contrazione della campana che permette loro piccoli movimenti verso l'alto o in avanti. L'adattamento al galleggiamento è dato, oltre che dalla campana, dallo sviluppo di una mesoglea gelatinosa che riduce il peso del corpo. Esse catturano zooplancton attraverso i loro tentacoli dotati di strutture urticanti e adesive chiamate nematocisti o cnidocisti. Alcune nematocisti possono paralizzare pesci, altre, quali quelle di alcune Cubomeduse possono essere molto pericolose anche per l'uomo. Le meduse propriamente dette sono tipicamente planctoniche e alternano la forma medusoide a quella polipoide, bentonica, ma ridotta.
Agli Scifozoi appartengono le note e grosse meduse dei nostri mari. Ricordiamo la Rhizostoma pulmo, che raggiunge i 50 cm di diametro, la Pelagia noctiluca, con i tentacoli estremamente urticanti, e luminescente di notte, la Cotylorhiza tubercolata, con l'ombrello di colore giallastro e i tentacoli che terminano con una punta violacea.

Velella velella
I Sifonofori sono un gruppo di cnidari specializzati e polimorfici. Individui di differente morfologia servono le funzioni di alimentazione, riproduzione e galleggiamento. Nella caravella portoghese Physalia physalis un individuo è una pneumatofora, una vescica piena di gas (azoto, ossigeno e ossido di carbonio) deputata al galleggiamento, e può essere lunga da 10 a 30 cm. I tentacoli, lunghi fino ad una decina di metri, pendono verso il basso e comprendono gli individui che compongono la colonia: gastrozoidi (specializzati per l'alimentazione), gonozoidi (vi maturano gli elementi sessuali), dattilozoidi (muniti di nematocisti atti a paralizzare la preda), nectocalici (polipi natanti).
La Velella velella è più piccola, ma ha una evidente struttura verticale a forma di vela inserita in un disco orizzontale che serve a farla galleggiare e trasportare dal vento. Alla base del disco vi è un gastrozoide centrale circondato da vari individui della colonia. La base prominente intorno alla vela è ripiena di aria racchiusa in camere d'aria concentriche che serve a stabilizzare l'animale quando esso viene sospinto dal vento.


Beroe sp.
Ctenofori: phylum esclusivamente marino, è composto da animali simili alle meduse, gelatinosi, trasparenti, vivono in acqua libera e posseggono 8 file esterne di pettini detti cteni, costituiti da ciglia agglutinate. Alcuni hanno anche lunghi tentacoli, senza nematocisti. Nell'acqua riescono a nuotare solo debolmente e quindi le maree e le correnti possono concentrali in gran numero. Sono carnivori e consumano soprattutto Copepodi. Alcune specie sono forti predatrici di larve di pesci.
Molti sono bioluminescenti ed emettono lampi di luce quando disturbati. Nel Mediterraneo sono comuni Cestus veneris, il cinto di Venere, a forma di nastro trasparente, lungo sino a 2 metri, con la bocca situata al centro su di un lato e l'organo di senso (statocisti) sul lato opposto e Beroe ovata di forma ovoidale.



Chetognati, organismi di forma allungata, lunghi da 1 mm a 10 cm, con uno o due paia di pinne laterali. Nuotano rapidamente per mezzo di rapide contrazioni dei muscoli del tronco. Armati di spine sulla testa e con la medesima adattata per afferrare le prede, si nutrono voracemente di zooplancton. Alcune specie sono spesso confinate in ben specifiche masse d'acqua e possono essere utilizzate per distinguere le acque pelagiche da quelle neritiche.
Chetognato
Tomopteris sp.


Molluschi. Ai Molluschi planctonici appartengono Pteropodi e Eteropodi.
Gli Pteropodi (Opistobranchia) sono dei molluschi oloplanctonici che nuotano per mezzo di espansioni laterali del piede modificato. Catturano le prede nell'acqua mediante una rete di muco che essi stessi producono. Gli pteropodi tecosomi hanno una sottile conchiglia di carbonato, conica in Creseis o spiralata come in Limacina, che, alla morte degli animali, precipita sul fondo e produce i 'fanghi a Pteropodi'. Gli pteropodi gimnosomati sono privi di conchiglia e hanno braccia con ventose (Cliona, Cliopsis).
Carinaria
Glaucus atlanticus

Gli Eteropodi, altro gruppo di molluschi pelagici, sono simili alle lumache, hanno il piede modificato a formare una unica pinna e nuotano col piede rivolto verso l'alto, hanno occhi e sono buoni predatori. Ricordiamo tra i Carinaroidea i generi Carinaria e Atlanta. Infine, da citare il nudibranchio Glaucidae Glaucus, con le ceratie adibite a strutture di galleggiamento, vive appeso sotto la superficie del mare in caccia delle meduse di cui si nutre.

Policheti. Alcune famiglie di policheti (Tomopteris spp.) sono oloplanctonici e hanno ben sviluppati appendici locomotorie (parapodi, larghi e appiattiti) e organi di senso.

Tunicati. Ai Tunicati appartengono due classi esclusivamente marine: Taliacei e Appendicolarie. I Taliacei sono specializzati per la vita in acque pelagiche, posseggono sifoni inalanti ed esalanti ai lati opposti del corpo e una tunica permanente. Salpa ha il corpo a forma di barile e può essere solitaria o formare per gemmazione colonie di decine di individui che rimangono uniti fra loro a formare una catena.
Pyrosoma è coloniale, di forma cilindrica, chiusa ad una estremità. Le colonie raggiungono 2 metri di lunghezza. Thalia democratica è una specie comune nel Mediterraneo, anche essa in grado di dare luogo a lunghe catene di individui. Doliolum sp. presenta una forma di barilotto, lunghi da pochi mm a 5 cm, ampiamente distribuiti nei mari temperati. Beroe ovata somiglia ad una bolla allungata. I Taliacei si nutrono di fitoplancton e particolato inorganico che trattengono con una rete di ciglia mucose.
Le Appendicularie sono di piccole dimensioni (fino a 5 mm), hanno un corpo ovoide che continua ventralmente in una coda munita di corda dorsale. Per mezzo di ghiandole secernono un involucro trasparente e gelatinoso che li avvolge completamente, il nicchio, provvisto di orifizi conformati a griglia attraverso i quali vengono filtrati gli organismi del plancton. I nicchi vengono periodicamente abbandonati ed essi forniscono una importante sorgente di carbonio per i batteri. Si nutrono di nanoplancton. I generi più frequenti sono Oikopleura e Appendicularia.

I Crostacei costituiscono il gruppo zooplanctonico più numeroso, costituendo circa il 90 % in peso dello zooplancton di praticamente tutti i mari. Questa classe del phylum degli Artropodi presenta alcune caratteristiche distintive:
1) uno scheletro esterno di chitina, un materiale flessibile ma rigido, relativamente impermeabile all'ambiente esterno
2) un certo grado di segmentazione, con appendici pari (antenne, zampe). I crostacei possiedono antenne, mandibole e maxille quali appendici del capo, e generalmente hanno occhi composti. Appartengono a questa classe molti gruppi oloplanctonici, tra questi ricordiamo: cladoceri, copepodi , anfipodi, eufausacei.

Copepodi. L'ordine dei Copepodi è il più grande gruppo di crostacei nello zooplancton (7500 specie) e il principale costituente in biomassa del metazooplancton. I Copepodi variano nelle dimensioni da meno di 1 mm a pochi mm di lunghezza. Sono privi di occhi composti ma sono provvisti di un unico occhio mediano semplice. Antennule o prime antenne lunghe e cospicue. I Copepodi Arpacticoidi hanno generalmente adulti che conducono vita bentonica ma le larve di molte specie possono essere molto abbondanti nelle zone costiere. I Misidacei presentano delle tasche incubatrici in cui si
Calanus sp.
sviluppano le uova, situate centralmente alla base delle zampe toraciche. I Copepodi Calanoidi sono i più abbondanti in biomassa, hanno generalmente una forma del corpo a barile e il corpo è composto da testa, torace e addome. Essi nuotano per mezzo di ritmiche battute del primo paia di antenne e delle 5 paia posteriori di appendici toraciche. I Calanoidi hanno un occhio mediano naupliare.
Nel genere Calanus la femmina porta, ogni 10-14 giorni, le uova in sacchi ovigeri situati inferiormente. Le larve attraversano una serie di stadi naupliari e copepodite prima dello stadio adulto. I Calanoidi si nutrono principalmente di fitoplancton, particolato organico e piccolo zooplancton. La ricerca del cibo è effettuata con il primo paio di antenne che sono ricoperte con peli sensoriali. Essi intrappolano le particelle con le loro setole maxillari. Per favorire il flusso d'acqua verso la bocca, l'animale muove le 4 paia di appendici; quando la particella giunge vicino al Copepode, i massillipedi la raggiungono e la catturano. Calanus finmarchicus è presente in tutti gli oceani dalla superficie fino alla profondità di 400 m e costituisce la principale fonte di cibo per le aringhe del Mare del Nord.

Eufausiacei. L'ordine degli Eufausiacei è composto di crostacei a forma di gamberi della lunghezza fino a 5 cm e in grado di formare densi sciami; dominano lo zooplancton della maggior parte dell'oceano Antartico, ma sono comuni nelle acque pelagiche ad alta produttività di tutto il mondo.
Essi costituiscono il krill, e sono il principale cibo delle balene e di molte specie di pesci di interesse commerciale. Il krill si nutre attivamente di fitoplancton e piccoli organismi dello zooplancton attraverso 6 lunghi arti attaccati al cefalotorace e utilizzati come un cestino. La specie Antartica, Euphausia superba, è un componente chiave della rete alimentare degli oceani meridionali. Compie pronunciate migrazioni verticali. La femmina emette da 2000 a 5000 uova che affondano fino a 800 ­ 1000 mt prima di svilupparsi in larva nauplio. Questa larva muta e gradualmente acquista maggiori capacità natatorie e le caratteristiche dell'adulto. La risalita verso la superficie dagli stadi larvali a krill richiede poche settimane e questa ascesa viene favorita da correnti ascensionali. Nel Mediterraneo la specie più abbondante è Meganyctiphanes norvegica, che forma un vero e proprio krill mediterraneo, e che riveste un ruolo fondamentale nell'alimentazione soprattutto della balenottera comune, ma anche di pesci e cefalopodi.
Euphasia superba
Meganyctiphanes norvegica

Cladoceri. Hanno un carapace che assume forma di un guscio aperto centralmente, con pochi segmenti spesso non distinguibili e da 4 a 6 paia di appendici. Il primo paio di antennule è piccolo mentre il secondo è grande e ramificato e funziona da organo di propulsione. Sono abbondanti soprattutto nelle zone di estuari; sei specie marine (Podon spp., Evadne spp.), caratterizzate da una veloce riproduzione per eterogonia, alternano cioè alla riproduzione anfigonica quella partenogenetica. Si nutrono di zooplancton. Penilia avirostris è soprattutto costiera e può sopportare ampie variazioni di salinità.

Ostracodi. Sono racchiusi in un guscio formato da due valve che si uniscono dorsalmente e che possono aprirsi e chiudersi.

Anche alcuni Anfipodi, caratteristici per il corpo compresso lateralmente, sono oloplanctoni. Themisto libellula è presente nei mari artici con un gran numero di individui e rappresenta una importante fonte di cibo per i merluzzi. Gammarus oceanicus è presente nelle acque a ridotta salinità (foce dei fiumi, ecc.). Comune nel Mediterraneo, la Phronima, con il capo fuso con il primo toracomero ingrandito, è dotata di occhi; completamente trasparenti, attaccano meduse, ctenofori e salpe. Hanno sviluppo diretto, senza stadi larvali distinti.

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